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Tanti tipi di amore per San Valentino e il mio Mi Lovvo

Tanti tipi di amore per San Valentino e il mio Mi Lovvo


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Tempo fa realizzai un percorso sull’amore con delle grandi donne (Ilenia Scaccia, Valentina Puccini e Veronica Verdiani), che voglio condividere con voi oggi in attesa di questo San Valentino…perché nella vita ci sono tante sfumature!

  • Un’esplosione di amore: Keith Haring

Vorrei iniziare con l’energia sprigionata dai disegni di Keith Haring, artista statunitense e writer americano, creatore di quei personaggi colorati, che ricordano i fumetti ed esprimono i loro sentimenti in maniera variopinta.

Haring è uno di quegli artisti un po’ ribelli, conosciuto per le sue figure antropomorfe e psichedeliche, molto ispirate dal tema dell’amore.

Ha rappresentato in prima persona l’esplosione dell’arte di strada newyorkese, a cavallo tra gli Anni ’70 ed ’80.

Figlio di un fumettista...ad un certo punto realizza che la sua vera strada.. è la strada, iniziando a realizzare graffiti nelle metropolitane, riscuotendo parecchio successo e molti problemi con la legge!

Il suo stile è rappresentato da quegli omini, disegnati come pupazzi stilizzati.

In fondo non è difficile notare in queste figure la sua visione dell’amore, che non vede distinzione di sesso, razza o qualsiasi altro tipo di barriera.

Heart, è uno dei più celeberrimi disegni di Haring, non a caso raffigura due omini, che lui rappresenta a simbolo dell’umanità.

Un grande abbraccio con un grande cuore pulsante alle spalle. Semplice ma di effetto.

I personaggi di Keith Haring, colorati e gioiosi, si stringono e si amano, fondendosi tra loro in un unico essere.

E un po’ insegna anche a noi a pensarci come a un tuttuno e non solo come a esseri singolari.

  • Diversi tipi di amore: Amor Sacro e Amor Profano

Tiziano nel suo celebre dipinto, Amor sacro e amor profano, ci mostra una scena ambientata in campagna nei pressi di Venezia, una natura bucolica.

Ai lati di un antico sarcofago, ornato di sculture e adibito a fontana, stanno le due figure femminili, che forniscono il titolo al dipinto: una è sontuosamente abbigliata e l’altra nuda e di particolare bellezza.

Al centro un putto che rimescola l’acqua, raffigurato come un bambino vero, come solo Tiziano sapeva rappresentare, a cui giustamente non interessa quanto accade attorno a lui, tanto è preso dal suo gioco d’acqua.

Ma facciamo attenzione: conoscendo il titolo del quadro, verrebbe subito da pensare che la figura vestita a sinistra rappresenti l’Amore Sacro, per la sua aria mite e composta, mentre l’altra figura nuda a destra, dovrebbe rappresentare l’Amore Profano.

Ma nell’antichità la nudità era considerata simbolo di purezza, di virtù e soprattutto di assenza di finzioni…anche oggi pura e nuda verità sono sinonimi!

Quindi l’Amor sacro è raffigurato nudo, mentre l’altro, quello profano è vestito sontuosamente, in quanto sono proprio gli abiti e l’acconciatura i più importanti artifici, a cui ricorre l’Amor profano, meno bello del sacro, che in maniera artificiosa vuole aumentare il suo appeal.

  • Amore romantico: Romeo e Giulietta

Francesco Hayez dipinge una delle scene più incantevoli della storia dell’arte: L’ultimo bacio di Romeo e Giulietta.

Vari sono gli amori immortalati nell’arte da Antonio e Cleopatra, Paolo e Francesca o Venere e Marte…

Da parte mia trovo che questo quadro di Romeo e Giulietta illustri molto bene il concetto, di una bella storia d’amore.

L’impostazione della scena è fortemente legata alle rappresentazioni teatrali.

Qui vediamo i due innamorati, che si lasciano l’ultima volta, prima che si compia la tragedia-

  • Amore passionale

Per questo tipo di amore ho scelto uno degli scultori più vicini al reale, Rodin, che riesce a dare nelle sue sculture l’illusione della carne e la forza della sensualità. e il suo Bacio.

E’ come se i sentimenti e le emozioni fossero liberate dalla staticità della pietra, dando vita a due corpi che si fondono in un abbraccio e si perdono nella passione di questo bacio.

Il Bacio risale al 1888 e si tratta di una delle più celebri sculture di Rodin.

Il tema della coppia lo influenzò molto e questo è ispirato al V canto dell’Inferno dantesco, quello che rievoca l’amore tragico di Paolo Malatesta e Francesca da Rimini, immortalati durante uno scambio di amorevole passione.

  • Amore materno

Credo che quando parliamo di amore, bisogna anche considerare quello che ogni donna ha dentro di sé, come fonte di creazione, perché anche se non ha figli, ha un potenziale, che all’uomo manca e che credo la caratterizzi anche a livello caratteriale.

Per mostrarvi l’amore materno ho scelto un’immagine religiosa di una Madonna con Bambino, perché credo che in alcune raffigurazioni cristiane è emerso tutto l’amore che provava Maria per Gesù, anche soltanto nello sguardo triste con cui la donna guarda al suo Bambino, di cui già conosce la fine.

La Madonna Litta è un dipinto attribuito generalmente a Leonardo da Vinci, ma di fatti eseguita in gran parte da uno dei suoi allievi, forse Giovanni Antonio Boltraffio.

L’altra immagine che ho scelto è di Klimt, che nella raffigurazione Le tre età,  dipinge un bellissimo abbraccio fra tre figure femminili, che non possono prescindere l’una dall’altra.

La donna giovane è raffigurata frontalmente ed è coperta soltanto da un velo semitrasparente azzurro e violetto.

Ha il capo chinato a sinistra (che ricorda la figura della donna rappresentata ne “Il bacio”) e appoggiato sulla testa di una bimba.

L’abbraccio della madre è delicatissimo e avvolgente, tanto che i loro corpi sembrano uniti.

Entrambe hanno gli occhi chiusi come se stessero sognando o fossero immerse in una dimensione irreale, felice, spirituale.

A concludere la terza figura, che indica un tema, che ricorre spesso nei quadri di Klimt: la precarietà della vita e della bellezza. 

  • Amore “diverso”

Henri de Toulouse-Lautrec è un artista post-impressionista francese, che ha stanziato la sua produzione pittorica intorno a temi molto originali per l’epoca, come era il suo stile di vita.

Il vero grande merito, che va riconosciuto a questo artista, è di essere stato il primo pittore a raccontarci i dettagli, i retroscena, le perversioni e gli abusi della vita del bohémien.

Il bacio in questione, dal titolo “A letto, il bacio”, del 1892, probabilmente ritrae proprio due donne in un letto nel momento del bacio e già per questo rappresenta un elemento trasgressivo e fuori dal comune per l’epoca.

Le due donne sono probabilmente due prostitute, in una situazione molto intima e raccolta.

Toulouse-Lautrec era un assiduo frequentatore del Moulin Rouge, tanto da essere stato il disegnatore di numerose locandine del locale parigino, nel quale non era insolito vedere scene del genere.

A lui va il merito di aver saputo raccontare queste storie in maniera delicata e con una certa compartecipazione.

  • Solitudini in amore

Vi vorrei presentare due scene in cui è forte il senso di solitudine che emanano le protagoniste del quadro.
La prima è del pittore americano Edward Hopper, ha segnato la storia dell’arte americana nel secondo dopoguerra.

La composizione è molto semplice: la ragazza si trova sul suo letto, dopo essersi svegliata da pochissimo e scruta quello che si trova fuori, e ben poco si riesce a scorgersi fuori dalla finestra se non l’ultimo piano di un edificio.

Cosa ha cercato di dire Edward Hopper con questo quadro? O meglio, cosa ha voluto mettere in risalto?

Il tema dominante del quadro è la solitudine.

La solitudine protagonista dell’intera scena: dallo sguardo della ragazza fisso sulla finestra, il silenzio  sembra circondare tutto e anche i colori del quadro sono freddi.

Da notare anche che il letto è rifatto, come se nessuno lo avesse condiviso, riflesso della donna che in questa grande metropoli sembra non abbia niente da condividere con nessuno.

  • L’amore fa come vuole

Fondamentalmente quello che credo io è che l’amore fa come vuole, perché quando ci innamoriamo non sentiamo più i nostri limiti.

Questo è anche il risultato di quando facciamo le cose con passione.

“Amor vincit omnia”, ovvero “L’amore vince su tutto”, è una delle opere più famose di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio.

Il dipinto fu commissionato da Vincenzo Giustiniani, ricco collezionista d’arte di origini genovesi.

Una curiosità: Vincenzo Giustiniani, nel suo palazzo, aveva fatto coprire l’opera con un telo verde, perché riteneva il dipinto il migliore della sua collezione e avrebbe rischiato di “offuscare” tutti gli altri.

L’amore vincitore tiene in mano alcune frecce (che alludono ovviamente alla figura mitologica di Cupido) e ai suoi piedi giacciono alcuni oggetti, come armi, libri, un globo stellato, una squadra, spartiti e strumenti musicali.

Sono riferimenti alla passione del committente per la musica, le arti e i mestieri conquistati dall’amore, come l’astronomia, la geometria, la letteratura…

  • Amore per noi stessi

E ritroviamo Caravaggio anche in questa altra opera che è Narciso.

La trama del mito, nella sua versione più famosa, è molto semplice; un ragazzo di nome Narciso, bello e giovane, è corteggiato da tante persone, tra cui la bella ninfa Eco.

Lui però non ha occhi per nessuno, sembra che non esista quella persona in grado di farlo innamorare. Un giorno però, si ferma nei pressi di un fiume e proprio nel riflesso dell’acqua nota una figura molto attraente.

Quando infine, capisce che la figura che vede nel fiume è in realtà il suo riflesso, cercandola di baciarla oppure distrutto dalla dura verità, decide di gettarsi in acqua e muore.

Nel dipinto, non c’è altro che la figura del giovane e della sua figura che si riflette nell’acqua.

L‘ambiente è volutamente buio, per dare centralità di quello che sta accadendo nella scena.

Infatti, viene rappresentato l’attimo prima della scoperta dell’inganno da parte di Narciso, un momento prima di scoprire che è proprio lui quello che ha attratto tanto la sua attenzione.

E’ IMPORTANTE CAPIRE ALLORA, CHE PER AMARE GLI ALTRI, BISOGNA PRIMA IMPARARE AD AMARE NOI STESSI. NON PER NARCISISMO O EGOISMO, MA SOLO PERCHE’ NOI CI ACCOMPAGNEREMO NEL LUNGO VIAGGIO DELLA VITA, NEI BEI MOMENTI E IN QUELLI BRUTTI.

E DOBBIAMO ESSERE CONSAPEVOLI DI NON DOVER CERCARE FUORI LA FELICITA’, DELEGANDO GLI ALTRI DELLA NOSTRA GIOIA. PIUTTOSTO DOBBIAMO PRIMA CREARLA DENTRO DI NOI.

GLI ALTRI A VOLTE CI SARANNO A VOLTE NO. ALLORA, PENSO ANCHE ALL’INSEGNAMENTO CRISTIANO DI AMA IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO.

Conclusione: importanza del riscoprire le nostre capacità e i nostri talenti, ma soprattutto di realizzare ciò che più ci rende felice e di pensare in maniera differente, perché solo così saremo persone uniche.

E concludo con le parole di un mio vecchio articolo, che dovunque siate e qualsiasi cosa facciate o siate voglio ricordare una cosa a me stessa e a voi: siate affamati, siate pazzi! Come ricordava Steve Jobs.

Perché è con la passione, che fa parte anche dell’amore, che si riesce a realizzare i propri sogni, di qualsiasi natura siano e della grandezza di cui volete immaginarli.

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maxim
Written by maxim

2 Comment responses

  1. Avatar
    Febbraio 08, 2017

    Bella questa carrellata con le varie sfumature dello stesso concetto di amore, ma anche molto importante il messaggio finale che lanci…bisogna imparare ad amare noi stessi, sempre, prima di poter amare gli altri! Anche se a volte, purtroppo, ce lo dimentichiamo!

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    • Avatar
      Febbraio 09, 2017

      Sì @chiarapancaldi spesso ce ne dimentichiamo…è per questo che ho deciso di farci un percorso…anche se le mie competenze sono solo artistiche, la mia vita mi ha portato a rifletterci e ad associarmi ad altre ragazze, con diverse professionalità, per far arrivare meglio questo messaggio, che va al di là del S. Valentino e che ci deve portare ad amarci ogni giorno dell’anno!

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