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Sgargianza…sai cos’è?

Sgargianza…sai cos’è?

Ciao Babbo, sai che stamani ho inventato una nuova parola? E’ sgargianza ed è un misto fra solare, sgargiante, energetico e se dovesse essere un colore sarebbe molto acceso.

Questo non è uno sfogo, è più una presa di posizione, che fuoriesce dall’arte e ha come tema la vita.

Una risposta, che non ti darò mai per rispetto delle tue convinzioni e anche perché non parliamo molto e forse è difficile.

Io e te ci assomigliamo molto fisicamente e nella maniera di affrontare le cose e le difficoltà “di petto”, ma mentalmente siamo molto distanti.

Forse non sono mai stata tante cose che avresti voluto fossi e da me hai sempre preteso sempre di fare “più di meglio” (anche se ti portavo il meglio), forse ti ho deluso…non lo so, spesso vengo criticata. 

Non ricordo molti abbracci o affetto, ma ti rispetto, questo è il tuo carattere, il mio invece è opposto.

Però quello che ti voglio dire è ciò che mi hai insegnato: ad affrontare tutte le situazioni, a provarci, a riprovarci, a non demordere, a non farsi abbattere…certo anche con fatica.

Ora ti racconto la mia giornata di oggi: sono partita super carica, perché andavo in piscina con i bambini e siamo stati bene e ci siamo divertiti.

Quando, tornando, ti abbiamo incrociato hai chiesto criticamente se per loro stare tutto il giorno fuori non era troppo (cavolo è festa, ed è pure il 2 giugno!), in più mi hai appioppato un giornale…e da qui il motivo per cui scrivo.

C’erano informazioni sulla mia “malattia”: la sclerosi multipla.

Se ora dico di averla è per diversi motivi: perché il mio blog è difficile lo leggano persone che ho intorno e per aiutare chi ha qualche problema a reagire!

Di questa cosa non ne parlo solitamente, perché non la considero un problema, ma una possibilità.

Definiamolo un insegnamento di vita.

Perché non mi serve nessun sentimento di compassione, di comprensione, di commiserazione o falso interesse.

Ci ho lavorato direttamente da sola, sul pezzo: documentandomi, leggendo, sperando, piangendo, ridendoci sopra, reagendo, vivendoci, ascoltandomi, cercando la mia strada, sbattendo porte e danzandoci.

E ogni volta che mi alzo, respiro e cammino da me: dico grazie!

Quel giornale a cosa mi è servito? A far sì che ti focalizzassi nuovamente sul problema, che io non ho, perché per me è stato aprire gli occhi su tante cose.

La forza che ho oggi la devo a lei, a tutto quello che mi è passato dentro per conviverci.

Il fatto, caro babbo, è che io non mi sono mai curata, perché ho deciso così, perché cerco delle alternative ad una cura omologata per tutti e perché ho un fantastico fisico che mi reagisce alla grande.

Mi sento comunque di dire che ogni caso va a sé e ognuno deve poter decidere il meglio per la sua persona. Questa è solo la mia scelta e non è questo che voglio trasmettere.

Non me lo hai mai perdonato, all’inizio abbiamo discusso diverso tempo, poi in questi anni periodicamente torni sull’argomento e non capisci perché sono così testarda. Forse da qualcuno ho preso!

Ti dico allora come risposi alla prima dottoressa, che mi presentò la cura, che io rifiutai e lei tranquillamente mi sentenziò, che non poteva sapere se il giorno dopo sarei stata sulla sedia a rotelle!

Allora la guardai dicendole: Ma lei lo può sapere se domani un camion la travolge uscendo di casa?

Questo è una delle importantissime lezioni, che ho imparato: non sai mai cosa ti può succedere nella vita, sia in bene, che in male. E allora vale la pena di divorarsela tutta, giorno per giorno!

Poi vorrei aggiungere, che a volte è difficile spiegarti anche questo, da una parte hai paura, dall’altra mi limiti, perché critichi tante cose che faccio e che mi potrebbero stressare troppo.

Io non mi stresso, io vivo.

Voglio coglierli tutti questi attimi, non avere rimorsi o rimpianti, voglio credere anche nei miracoli e avere fiducia e amore per la vita…in poche parole voglio esistere con sgargianza!

E dedico questo post un po’ fuori di testa a tutti quelli che si portano dentro dei macigni da digerire, da affrontare, più o meno grandi, perché lo so, se ognuno raccontasse le sue croci, tutti tornerebbero a casa con la propria!

Ma sopratutto chiedere:

voi sgargiate?

 

maxim
Written by maxim

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