Open top menu
L’inferno di Botticelli

L’inferno di Botticelli

Avatar

Non posso assolutamente non vedere L’inferno di Botticelli, dopo essermi vista al cinema L’inferno di Ron Howard, con Tom Hanks, tratto dal libro di Dan Brown.

Questo film documentario sarà proiettato in alcune sale cinematografiche questo novembre, dal 7 al 9, per la precisione, nell’ambito del progetto della Grande Arte al Cinema.

Per info: www.nexodigital.it

E’ un viaggio nei 9 cerchi dell’Inferno dantesco, come li aveva raffigurati Botticelli, fra opere custodite agli Uffizi di Firenze, i depositi del Vaticano, Londra, Berlino e Lennoxlove House in Scozia.

E’ una trama intessuta nei vizi capitali dell’uomo, raffigurata per la prima volta dal grande artista fiorentino, che volle ispirarsi all’Inferno dantesco.

Ed è uno dei suoi disegni più famosi di Botticelli, rimasto a lungo chiuso nei depositi del Vaticano, protagonista del film di Ron Howard.

Cosa spinse il maestro fiorentino, conosciuto per le meravigliose e intoccabili Nascita di Venere e La Primavera degli Uffizi, a disegnare l’inferno dantesco, così lontano da tanta bellezza?

Quale lato oscuro dell’artista ci rivela questa sua curiosità per il viaggio in un mondo alla rovescia?

Solo attraverso questo viaggio si potrà giungere al Paradiso e come dice Dante

“a riveder le stelle”

Botticelli fece rivivere le descrizioni dantesche in 102 disegni, dove il più importante è proprio la “Mappa dell’Inferno”: una sorta di guida attraverso l’inferno con tutti i suoi vari livelli.

Lavoro attento e dettagliato in cui vediamo raffigurati peccatori e contrappassi, incubi e punizioni, dove scoprire il lato più inquieto e mistico di Botticelli e vedere cosa può rivelare a noi uomini moderni.

Ralph Loop, scrittore e regista, ha creato un film che si rivela un viaggio sontuoso in luoghi spesso inesplorati per avvicinarci all’uomo Botticelli e al suo lavoro. Le riprese sono state realizzate in Vaticano, a Firenze, Londra, Berlino e in Scozia durante l’estate del 2016. Proprio in occasione del film, la “Mappa dell’Inferno” è stata digitalizzata con uno scanner ad altissima definizione che ha portato a luce dettagli fino a quel momento invisibili ad occhio nudo.

Un film sicuramente da non perdere se si è visto Inferno, ma anche per la curiosità di capire da dove questo Inferno è nato a livello di immaginario pittorico. Buona visione!

maxim
Written by maxim

No comments yet.

No one have left a comment for this post yet!

Rispondi