Open top menu
La ricetta nascosta di Sabrina Rossi

La ricetta nascosta di Sabrina Rossi

Ho avuto l’occasione di partecipare ad una serata veramente interessante: si è trattato del secondo appuntamento con Sabrina Rossi all’Associazione La Ruga di Ponte a Egola: Un tè col Cappellaio Matto.

Seguendo la prima presentazione, che ha visto l’analisi delle prelibatezze gustate da Montalbano e raccontate da Camilleri, in questa serata di La cucina nella narrativa, la ricetta nascosta, ci ha guidato invece nel fantastico mondo di Alice nel Paese delle meraviglie di Lewis Carrol.

Sabrina Rossi, come già ho sottolineato, è una bravissima cuoca e ha alle spalle studi umanistici, che ha declinato in un interessante percorso dove ha messo in relazione la narrativa con la sua meravigliosa e piena di fantasia, maniera di cucinare.

Vi vorrei  allora portare con me in questo delizioso racconto e indicare anche le cose appetitose che abbiamo avuto maniera di gustare.

Il mondo delle fiabe è un mondo magico di per sé, perché ci riportano indietro nel tempo a quei primi racconti della nostra infanzia, a quello che è il tempo del nostro “fanciullino” interiore, dove mamma e papà ci raccontavano belle storie.

Autore di questo libro è un giovane di 24 anni, Charles Lutwidge Dodgson, molto dotato nelle materie scientifiche, che per questo ottiene una cattedra molto prestigiosa di matematica.

Qui incontra i figli del Diacono locale e stringe una forte amicizia con questi bambini, una delle quali si chiama proprio Alice.

La sua formazione è stata molto rigida, con una presenza di un padre estremamente autoritario. che investe su di lui e non gli permette di vivere pienamente la sua fanciullezza.

Ritroverà il suo spirito infantile proprio nel gioco e nella parte più istintiva di questi bambini a cui racconterà storie e si divertirà con loro, proprio come a vivere una parte di vita che non ha mai avuto, sviluppando così un forte legame con loro.

Ma gli adulti non vedranno di buon occhio tutto questo e lo allontaneranno dai bambini.

Charles continuerà il suo percorso, scriverà anche molti saggi scientifici, ma la sua parte umanistica e la sua ambizione a diventare scrittore, verrà fuori con il libro di Alice nel Paese delle Meraviglie, dove si firmerà con lo pseudonimo di Lewis Carrol e dove Alice sarà un po’ il suo alter Ego.

E Alice non viene descritta fisicamente. Sappiamo soltanto che è una bimba cresciuta nell’epoca vittoriana e secondo un’educazione molto rigida, da cui riesce a fuggire creandosi però un mondo fantastico. E’ facile capire che è l’alter ego dell’autore.

Il tutto ha inizio dall’incontro con il coniglio bianco dagli occhi rosa, che è uno dei pochi personaggi di cui si indica il colore (poi c’è il Brucaliffo per esempio e le rose rosse della regina).

Alice rincorrendo il coniglio scappa e casca in un mondo senza spazio e senza tempo, dove ogni cosa si ripete all’infinito. E tutti i personaggi sono interrotti dalla presenza di Alice nel ripetere le stesse azioni. E anche le cose più terribili, come la Regina che taglia la testa è solo un gioco, che non verrà mai messo in pratica, perché ripartirà sempre da capo.

E’ tutto un ciclo.

Mentre cade incontra il suo primo cibo: un vasetto di marmellata.

Alla tavola del Cappellaio Matto mangia solo pane e burro e beve del te. Nella rielaborazione che è stata fatta della storia sembra che la tavola sia imbandita con ogni sorta di delizia.

A questa merenda a cui la bambina partecipa, i commensali ripetono sempre le stesse cose e qui il cibo passa in secondo piano rispetto ai giochi di parole.

Cibo è ancora il fungo che mangia Alice per ritornare più piccola o il maialino al Palazzo venerato come un bambino e che ad Alice inizialmente appare tale o la storia sulla melassa fatta dal ghiro alla tavola del Cappellaio matto. O guardie accusate di aver sottratto i pasticcini.

E ora due parole proprio sul te.

Dobbiamo sapere che in Inghilterra il te è una sorta di cena, perché gli inglesi poi cenano abbastanza presto. E fu istituito dalla Duchessa Anna.

Inizialmente si beveva il te nero, che poi è stato arricchito di molteplici varietà, addirittura oggi viene offerto in alcuni ristoranti.

Il te verde per esempio si abbina bene col pesce e il nero con la carne.

Il te del pomeriggio è accompagnato in quest’ordine da salati (sandwich, toast), finger food e da torte e biscotti, di cui vi segnalo la buonissima Victoria Sponge o i brownies al limone. 

Fra le altre cose abbiamo assaggiato anche delle deliziose ciambelline, dei muffin e dei biscotti secchi.

E’ stata veramente una serata dove la realtà superava la fantasia per il dolce connubio creato dalla nostra Sabrina Rossi.

maxim
Written by maxim

No comments yet.

No one have left a comment for this post yet!

Rispondi