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Il mondo ai nostri piedi

Il mondo ai nostri piedi

Ieri ho partecipato ad un incontro sulla riflessologia plantare, disciplina alternativa che prende in considerazione i nostri piedi, la cosa più lontana del nostro corpo e quella che spesso passa anche in secondo piano.

I piedi non si vedono sempre, a volte sono trascurati, sono quelli più a contatto con la terra e anche la parte più sporca del corpo.

Eppure i piedi ci sostengono, nei piedi c’è tutta la nostra persona. I piedi ci permettono di spostarci, di interagire e di essere autonomi. Lo sanno bene le persone che non hanno la fortuna di avere questa libertà.

E i piedi mi sono stati personalmente veicolo di benessere con la pratica della riflessologia plantare.

Vi vorrei parlare un pochino del piede nell’arte facendo riferimento ad un libro letto tanto tempo fa L’adorazione del piede di Berarda del Vecchio.

Di cosa parla il libro mi chiederete voi? L’autrice ha scritto quasi un trattato sul piede, a partire dall’arte, passando per la medicina cinese e dal ballo, per concludere con la moda, e un’appendice per curare le nostre amate estremità e i modi di dire usati nel prenderlo in considerazione.

Quando imparavo a disegnare mi dicevano in continuazione che le mani erano la parte più difficile e aggiungo questa osservazione anche per i piedi.

Per cui fate caso alla grazia con cui gli artisti hanno saputo dipingere o scolpire in maniera perfetta anche la nostra complicata estremità: il piede.

E allora ritroviamo le sensuali estremità della Paolina Borghese o delle Tre Grazie di Antonio Canova o la Bella Olimpia di Manet che si offre allo sguardo, senza pudore. come fanno anche le Bagnanti di Renoir, dove forse i piedi sono anche rappresentati più grandi di quanto le ragazze avrebbero dovuto avere.

E perché non osservare che i piedi in Caravaggio sono estremamente sporchi, proprio perché Michelangelo Merisi era il pittore della cruda realtà e riprendeva per i suoi santi i contadini o che nel Cristo morto del Mantegna l’artista ha scelto di mettere in primo piano proprio i piedi e che, a me personalmente, mi fanno sentire la freddezza della morte dell’uomo, più del volto?

O guardiamo anche angeli, cavalieri e santi, a volte col piede nudo, altre calzato con armature e stivali, che combattano anche mostri incrociati con animali, dalle estremità ferine.

A me piacciono tantissimo le Ballerine di Degas, dai piedi immancabilmente avvolti dalle loro ballerine.

E adesso un piccolo cenno all’incontro a cui ho partecipato, di cui vi voglio riassumere in poche parole i vari temi trattati.

Il seminario si teneva alle Co.me.te. di Empoli, centro medico nato inizialmente per le consulenze psicogiuridiche, che piano piano ha ampliato il suo raggio di competenza ad altri settori: le mediazioni di conflitti familiari, aziendali e lavorativi, per i bambini e gli adolescenti, aggiungendo al proprio staff di medici anche quelli specializzati in medicina alternativa (fitoterapia, fisioterapia, riflessologia plantare), come Rizzo Orazio, che insieme a sua moglie Giusy hanno uno studio di Riflessologia Plantare a Monsummano e si spostano anche in altri posti per praticare la propria disciplina.

Tutti sentono parlare di riflessologia plantare, ma è anche globale, perché i piedi riflettono i segnali che manda il nostro corpo e quindi va analizzato interamente.

I piedi rimandano ai due emisferi celebrali e possiamo valutare lo stato di salute del nostro organismo.

Quando la sofferenza non trova la via delle parole trova la via del corpo

Come fanno gli organi a comunicare? Si sono “inventati” la comunicazione attraverso le alterazioni del corpo. Così giorno dopo giorno se non interveniamo, questi malesseri si possono trasformare in una patologia.

Tutti noi abbiamo molta energia e quando ci sentiamo “giù di tono” è perché il nostro corpo l’ha consumata.

Ad ogni organo è collegato un sentimento e ogni sentimento esprime un’emozione: se noi viviamo quest’ultima l’energia fluisce, altrimenti la ingabbiamo e il nostro organismo inizia a produrre tossine.

Come si rigenera l’energia? Bisogna saper lasciar andare le emozioni, anche quelle “fastidiose”, come la rabbia o la tristezza.

Infatti ad ognuno dei principali organi corrispondono dei sentimenti:

  • fegato – rabbia
  • cuore – gioia e amore
  • milza, stomaco – riflessione
  • polmone – tristezza
  • reni – paura

Abbiamo 5 dita sia alle mani che ai piedi e il sistema nervoso collega gli organi al corpo, il lavoro del riflessologo plantare è quello di usare manualmente delle manovre che aiutino il nostro corpo a ripulirsi e a riacquistare energia e vigore.

Va precisato che il lavoro del riflessologo plantare è un supporto che non sostituisce la medicina tradizionale, ma la aiuta a funzionare meglio quando questa è necessaria e la previene, se un individuo avverte le avvisaglie di un malessere.

E la cosa più importante in ogni caso è conoscere e sapersi conoscere.

 

 

 

maxim
Written by maxim

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