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Racconti ad arte: Rinascimento elettronico di Bill Viola per bambini

Racconti ad arte: Rinascimento elettronico di Bill Viola per bambini


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Sono andata a vedere la mostra di Bill Viola sicuramente il più grande maestro di videoarte contemporanea a Palazzo Strozzi e ho pensato, che avendo già scritto un articolo per gli adulti, ora era il caso di scrivere qualcosa per i bambini.

Non mi fraintendete è solo in un linguaggio più semplice, che secondo me può essere adatto a tutti e sicuramente una maniera per portare avvicinare all’arte contemporanea anche i ragazzi e potergli spiegare un po’ questa bellissima mostra.

Così alla biglietteria ho preso un audioguida  per bambini (costo € 5euro) e armata di carta e penna ho iniziato il percorso!

Bill Viola. Rinascimento elettronico è intanto una grande mostra, che celebra questo artista attraverso le sue ultime opere, accostate ad alcuni grandi capolavori del Rinascimento italiano.

Così nel percorso espositivo di Palazzo Strozzi e gli ambienti della Strozzina (dove un tempo erano conservati vino e olio) si vuole creare un dialogo fra antico e moderno.

Perché a Bill Viola interessa tanto il Rinascimento?

Il Rinascimento è un periodo di riscoperta e di una nuova arte, ispirata comunque all’antico.

Palazzo Strozzi fu costruito nel Rinascimento, Bill Viola ha conosciuto Firenze e la sua arte.

Nel Rinascimento si dipingevano le persone per farle sembrare vere e l’arte di Bill Viola è interessata alle persone e alla loro energia: da qui Rinascimento elettronico.

Iniziamo allora con la mostra.

  • Prima sala

Vediamo un grande schermo con due facce (non fermatevi solo davanti girate!) che si intitola La Traversata.

Qui notiamo un uomo in piedi, che davanti piano piano prende fuoco e sull’altro lato invece è inondato dall’acqua.

Quale il significato?

Il fuoco, l’acqua, i suoni colpiscono non solo questi due uomini, ma anche noi!

E sono gli elementi più forti e più necessari alla vita, perché hanno valori sia positivi che negativi, ma sicuramente purificano e puliscono.

Qui il riferimento è ai riti presenti in tutte le culture, che sono quelle azioni prestabilite che si ripetono in determinati momenti della vita dell’uomo, dove sempre c’è un cambiamento (come può essere il matrimonio).

  • Seconda sala

Un altro schermo con delle donne che si salutano, uno degli atti più conosciuti del nostro quotidiano.

Qui tutto si muove più lentamente, quasi ad esasperare i volti.

Accanto una grandissima opera del Pontormo, la Visitazione, che raffigura l’incontro fra Maria e Elisabetta, entrambe in attesa di un figlio.

Stessi colori, stesse movenze, stesse espressioni, perché un saluto è sempre un saluto, anche a distanza di 500 anni.

  • Terza sala

Il sentiero rappresenta la strada o le strade che percorriamo nella vita, dove tutti siamo viaggiatori del tempo.

Tutte quelle figure che camminano lungo lo schermo, all’interno di un bosco, assomiglia a un affresco, in realtà è un affresco, ma digitale.

  • Quarta sala

Protagonista è La stanza di Catherine, dove possiamo osservare la donna nelle varie attività quotidiane (che fa yoga, che cuce, che scrive, che accende delle candele, che riordina la camera), 5 pannelli in cui si può vedere come passa il tempo, ma anche come cambia il tempo.

Di fronte vediamo un’opera di Andrea di Bartolo, dove sono rappresentate (in 5 predelle, cioè piccoli quadretti) 5 donne che sono state considerate beate, dove è mostrato il momento più importante della loro vita, dove gli spettatori di quel tempo potevano facilmente riconoscere l’argomento.

E un’altra opera di Bill Viola mi cattura: sono delle mani, mani che si muovono lentamente (quelle di suo figlio, le sue e quelle di sua moglie e infine quelle di una persona anziana) e che rappresentano le varie età della vita.

Sono diverse per movimenti, pelle e rugosità, ma ci dicono comunque qualcosa.

I movimenti trasmettono tante cose, sono un linguaggio atavico e universale.

E anche in Andrea di Bartolo vediamo quanto il linguaggio delle mani sia importante.

  • Quinta sala

Troviamo l’opera di Masolino da Panicale, il Cristo in Pietà del 1424 e davanti un video con un uomo che emerge da un sarcofago, che non riusciamo a capire se sia vivo o morto.

E’ come se fosse un uomo, che nasce e arriva nel mondo e rappresenta per questo una nuova Resurrezione, dove il personaggio sembra uscire da una vasca piena di acqua.

Bill Viola racconta che da piccolo quando aveva 6 anni, è quasi annegato, ma di quell’episodio ha un bel ricordo, non ha avuto paura, anzi, per questo l’acqua gli piace molto.

  • Sesta sala

Vediamo delle persone che camminano per strada tranquillamente, poi piano piano vanno sempre più veloci, fino a correre disperatamente per scappare.

Da cosa?

Dalla violenza dell’acqua e da una sorta di Diluvio Universale.

Davanti all’ingresso che porta al video c’è il Diluvio Universale di Paolo Uccello, del 1439, dove è raffigurato l’episodio biblico, che racconta che piovve per 40 giorni e 40 notti e Noè fu incaricato di salvare il genere umano e gli animali.

  • Settima sala

Vediamo un uomo sullo schermo immerso in una sostanza prima nera (come la tristezza e lo sconforto), poi il liquido diventa rosso (paura, fuoco), poi bianca (latte, nutrimento), trasparente come l’acqua e infine nebbiosa (aria): come il risveglio e una sorta di nascita al contrario.

  • Ottava sala

Ci troveremo davanti le immagine dei giovani corpi di Adamo ed Eva, di Cranach, nel Giardino dell’Eden, accanto ad Eva il serpente tentatore, che ha portato l’uomo al peccato e costretto i due fuori dal Paradiso.

  • Nona sala

Ancora un dittico di Bill Viola a raffigurare un uomo e una donna anziani nudi, che esaminano il loro corpo con una torcia.

Si chiamano Immortalità ed Eternità, ma siccome il Tempo non può essere fermato i due scompaiono nella pietra.

 

Adesso dobbiamo scendere per concludere il percorso alla Strozzina.

Ci accoglie una riflessione sul ricordo: nessuno può cancellare quello che è accaduto e comunque i ricordi rimangono sopiti dentro di noi, per poi tornare a vivere in maniera inaspettata, come nelle opere di Bill Viola.

Gli odori ci aiutano a ricordare e a risvegliare i ricordi del passato.

Qui il profumo di eucalipto e una scena dell’artista a cui si sovrappone la nostra immagine quando giriamo la stanza, opera multisensoriale e interattiva.

Avete mai guardato veramente lontano?

Oggi è più difficile normalmente con tutti gli edifici e le costruzioni che ci circondano.

Allora, osservate il video di Bill Viola che ci fa emergere in un deserto immenso e sconfinato, che ci ricorda i miraggi, ovvero il non saper più come si vede

 

Per realizzare i suoi video, racconta Bill Viola, ci vuole impegno: bisogna pensarlo, progettarlo e realizzarlo.

Alcune volte gli attori dei suoi video sono stuntman professionisti, acrobati o nelle scene più pericolose manichini.

Alcuni video sono stati girati da case cinematografiche di Hollywood.

Infine da sottolineare L’IMPORTANZA DEL TEMPO per Bill Viola, che ci dice che la distanza che l’aveva separato dalle opere del passato è stata annullata nelle sue.

Il suo rapporto col tempo poi è speciale, per capirlo osserviamo come si svolgono i suoi video: a diverse velocità e in tempi diversi, dove comunque il Tempo è il protagonista.

E a conclusione vi lascio il link alle iniziative per scuole e famiglie, che in occasione di questa mostra Palazzo Strozzi proporrà per tutti voi, buona visita allora!

Per informazioni : www.palazzostrozzi.it

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maxim
Written by maxim

11 Comment responses

  1. Avatar
    Marzo 15, 2017

    Hai illustrato perfettamente la mostra che mi sembra molto particolare

    Reply

    • Avatar
      Marzo 15, 2017

      Grazie Stefania, pensa che in due ore e mezzo io mi sono innamorata di Bill Viola, che consiglio vivamente di conoscere 😉

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  2. Avatar
    Marzo 15, 2017

    Leggo sempre volentieri i tuoi post, soprattutto quelli dove parli di arte e mostre dirette a un pubblico di giovani! Può sembrare una battuta, ma per me, che sono lontana da questo mondo, è molto interessante leggere quello che scrivi perché è un primissimo approccio all’argomento ?
    Lucia

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    • Avatar
      Marzo 15, 2017

      Grazie Lucia, nessuno è lontano troppo dal mondo dell’arte e dalla creatività. Diceva un mio vecchio professore di critica d’arte che bastava alzarsi la mattina e decidere cosa indossare: questo era già una decisione su quali colori si volevano portare nel mondo e la creazione di un nostro stile. E non lo sto a dire a te che con @ladiesarebaking fra te e Carmen di creatività ne avete da vendere!

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  3. Avatar
    Marzo 15, 2017

    Mi piace l’arte, ma non ne sono un’esperta, diciamo che ho piccole conoscenze basiche! 🙂 infatti nella mia ignoranza non conoscevo Bill Viola e la sua videoarte! Leggere è stato come camminare dentro Palazzo Strozzi! L’opera della mani credo sia la mia preferita! 😉 una bella scoperta!

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    • Avatar
      Marzo 15, 2017

      Grazie @serenadami, spero di avertelo fatto conoscere un po’ di più e Palazzo Strozzi è sempre ricco di belle mostre e avrai sicuramente occasione di andarci 😉

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  4. Avatar
    Marzo 15, 2017

    Veramente interessante questa mostra, d’impatto il percorso espositivo e tu lo hai descritto con grande maestria. Stavo pensando all’importanza di avvicinare i più piccoli all’arte: sarebbe bello se anche nelle scuole, già dalle elementari, oltre al classico “disegno” riuscissero ad inserire qualche ora dedicata alla storia dell’arte. Io sono convinta che saprebbe conquistare (se presentata nel modo giusto) e, perché no, dare una buona base da cui far nascere un nuovo interesse!
    A presto 🙂
    Claudia B.

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    • Avatar
      Marzo 17, 2017

      E’ più semplice far capire l’arte ai bambini/ragazzi, che agli adulti…io ho lavorato con entrambi e se i più piccoli riesci a “chiapparli”, li conquisti e riescono con la loro sensibilità a vedere le cose in maniera più profonda degli adulti. La storia dell’arte è una materia un po’ bisfrattata, ma se non la studiamo noi che la portiamo nel mondo per la maggior parte, chi dovrebbe conoscerla meglio. Poi penso che qualsiasi cosa uno decida di fare nella vita, deve metterci sempre un po’ di creatività…anche soltanto per risolvere problemi. Dipende poi dagli insegnanti, alcuni partecipano volentieri a incontri didattici, altri meno. Ognuno però può fare qualcosa nel suo piccolo: far visitare luoghi importanti vicino a se’, leggere le tante pubblicazioni per ragazzi, fare qualcosa a casa di manuale o creativo…sono gocce, ma insieme danno un’opportunità diversa di crescere al di fuori di un videogioco! Penso questo 😉

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  5. Avatar
    Marzo 18, 2017

    Trovo che il tuo approccio per divulgare l’arte sia a dir poco fantastico! Semplice e diretto, allo stesso tempo dritto al punto. Seminare arte nei bimbi farà di loro adulti consapevoli e attenti!

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  6. Avatar
    Marzo 18, 2017

    Quando andavo a scuola mi piaceva molto storia dell’arte, ma devo dire che crescendo non ho continuato a studiarla e ad informarmi… infatti non conoscevo questo autore, grazie per avermelo fatto scoprire! 🙂

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  7. Avatar
    Marzo 21, 2017

    Questo articolo mi è interessato particolarmente e scritto per i più giovani si è dimostrato anche più vicino a me, che di arte ne capisco poco. La tua spiegazione mi ha aiutata a comprendere figure, immagini e colori ?

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