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Racconti ad arte. Andiamo a far la spesa con Andy Warhol?

Racconti ad arte. Andiamo a far la spesa con Andy Warhol?


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Sono appassionata di queste pubblicazioni per bambini e visto che da poco ho visitato una mostra su Andy Warhol a Lucca, parlo di questo artista ai piccoli, ispirandomi al libro Andy Warhol dentro il carrello: arte, edizioni Lapis.

Andy Warhol è stato il principale esponente della pop art americana.

Nasce a Pittsburgh, in America e molto giovane si trasferisce a New York, per lavorare come grafico pubblicitario e proprio con la pubblicità inizia la sua carriera artistica.

Aveva l’immensa fortuna di conoscere molto bene le persone e la comunicazione pubblicitaria, infatti le sue opere assomigliano molto ai messaggi pubblicitari.

Questa sua abilità l’ha sfruttata anche per costruirsi un’immagine iconica (quasi da divo del cinema), che è entrata nelle menti di tutti, prima ancora che di quella artistica.

Andy è affascinato dalla moda, dagli oggetti e da tutto ciò che può collezionare.

L’artista trae ispirazione dalla vita quotidiana, dove tutti possono riconoscere le sue opere, possono essere soggetti alti, quanto leggeri e banali e li rielabora ripetendoli in serie e in diversi colori, in una visione martellante come quella della pubblicità.

E così gli oggetti in questione (un barattolo, una bottiglia, un detersivo…) diventano capolavori.

Racconta Andy, che da piccolo mangiava ogni giorno una famosa zuppa in scatola (la Campbell’s, divenuta una sua opera famosa), molto conosciuta in America.

La madre usava le lattine, in cui essa era contenuta, per farne fiori metallici, che rivendeva per pochi centesimi, ma che servivano comunque ad arrotondare lo stipendio del marito.

Ma la zuppa Campbell non è “semplicemente” l’infanzia dell’artista. È il vissuto di tutti gli americani.

Chi, prima di Warhol, ha riflettuto su una minestra in scatola?

I cento barattoli dipinti in fila, allineati come sullo scaffale del supermercato, fotografano l’America avvolta dal consumismo.

L’arte di Andy Warhol si chiama Pop Art, arte popolare, in quanto faceva parte del quotidiano, che tutti potevano vedere.

Oltre agli oggetti, Warhol rappresenta anche personaggi famosi: attori, politici, cantanti…

Dopo averli fotografati li colora in maniera stravagante: i colori sono quelli della pubblicità ed è utilizzato come si utilizzano gli evidenziatori per una parola importante.

Warhol vuole portare l’attenzione più sulla persona, che sul personaggio e così, per esempio Marylin è resa nuovamente unica con nuovi colori, anche se la sua immagine l’abbiamo vista mille volte.

Tutto sembra colorato e brillante, ma in realtà l’artista vuol farci riflettere sul mondo in cui viviamo: la fretta, il consumismo, lo spreco e il non apprezzare quello che abbiamo.

Inoltre Warhol ha voluto dimostrare, che ciò che conta non è la creazione originale, ma la tecnica esecutiva, tecnica che diventa quasi un processo industriale, nella riproduzione quasi ossessiva dei suoi soggetti: le scatole di minestra Campbell’s, le bottiglie di Coca-Cola, le sue Jacqueline Kennedy o Marylin Monroe, Elvis Presley, Lenin e Mao Tze Tung o ancora i biglietti da un dollaro, per esempio.

Andy Warhol fa di queste immagini degli oggetti, che nessuno potrà mai buttare via e con la sua arte renderà eterno ciò che è passeggero.

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maxim
Written by maxim

5 Comment responses

  1. Avatar
    marzo 01, 2017

    Ma pensa te! Mai avrei immaginato che tutte le zuppe divorate in giro per il mondo come cene d’emergenza durante i miei viaggi, erano state l’inspirazione per questo artista! Ne ricordavo un poster regalatomi e che per anni ha fatto bella mostra di se nello mio studiolo e ammetto la mia non conoscenza in campo artistico, per cui grazie perché ogni volta mi insegni qualcosa di nuovo!

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  2. Avatar
    marzo 01, 2017

    Che bella spiegazione!!! Semplice e facile…adatta anche anche ai ragazzi e molto utile anche x me ?

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  3. Avatar
    marzo 02, 2017

    Non sono un’amante dell’arte, ma per questo artista si può fare un’eccezione. Le sue opere sono molto particolare e per niente noiose, anzi direi interessanti.

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  4. Avatar
    marzo 02, 2017

    Geniale l’idea di rendere eterno qualcosa di passeggero!

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  5. Avatar
    marzo 06, 2017

    Mi piace molto questa spiegazione. È adatta ad un giovane pubblico, ma anche a chi come me è a digiuno di arte.
    Spiegare l’arte con questa semplicità, ma ancor di più renderla a portata di tutti come ha fatto Andy Warhol con la Pop Art, è ed è stata un’idea geniale ?

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