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Da Kandinski a Pollock con gli occhi dei più piccoli

Da Kandinski a Pollock con gli occhi dei più piccoli

Visto che sto dando qualche informazione sulla mostra di Palazzo Strozzi, Da Kandinski a Pollock, per gli adulti, quali opere potranno trovare più divertenti i bambini?

Vi propongo allora la visita che ho seguito per loro, con quei lavori che probabilmente colpiranno maggiormente la loro fantasia e su cui potranno anche meglio lavorare con il materiale didattico fornito da Palazzo Strozzi.

Iniziamo allora con questo percorso che ci racconta di alcuni anni fondamentali nell’arte del ‘900, che hanno rivoluzionato il campo artistico e che sono stati raccolti per noi da due grandi mecenati: Salomon e Peggy Guggenheim, zio e nipote uniti dall’amore per l’arte.

Iniziamo dalla prima sala che rappresenta un po’ l’incontro con questi due personaggi e ci mostra anche opere, che già precedentemente, negli anni ’40 del secolo scorso, furono esposte proprio a Palazzo Strozzi, prima che Peggy le trasferisse a Venezia.

Abbiamo Giorgio De Chirico con Pomeriggio Soave: e la prima cosa che viene da chiedersi è : perché ci sono dei biscotti in questo quadro?

Forse perché il pittore era molto goloso?  Fatto sta che questo pittore, che amava molto il silenzio e per questo raffigura spesso oggetti, senza persone, nei suoi quadri, rappresenta qui dei Krumiri, di cui vi dò anche la ricetta se volete provare a farli a casa vostra.

Sicuramente percepiamo un clima soave e quindi tranquillo, che ci ricorda per esempio una merenda con latte e biscotti.

Poi abbiamo lui Kandinsky, uno dei protagonisti dell’esposizione, con l’opera Curva Dominante, appartenuta a entrambi i collezionisti, perché acquistata da Peggy e poi rivenduta, fu di nuovo comprata dallo zio. Gli piaceva parecchio, vero?

Anche a me. E voi che ne pensate?

E’ una specie di giungla di colori, dove vediamo che è il giallo quello dominante. Il giallo è la vitalità, è quindi la vita.

Inoltre vediamo come a questo artista piacesse molto inventare forme strane e astratte. Ce n’è per tutti i gusti.

In alto a sinistra vediamo, ad esempio, come degli animali marini microscopici e a destra dei cerchi precisi, che in qualche maniera ci riportano all’ordine.

E poi una scala in tutto questo caos, che l’artista ci mostra per condurci dalla terra fino al cielo e al mondo incantato delle forme e dei colori.

E poi c’è un momento terribile che colpisce tutti. è la seconda guerra mondiale, che magari i grandi possono spiegare meglio, ma che influenzò tantissimo il mondo e ogni artista lo dipinse con la sua sensibilità.

Duchamp che aveva tutta una sua idea sull’arte: fece le valigie!

Già perché lui non fa altro che mettere le sue valigie in mezzo alla mostra, per rappresentare un mondo da cui bisogna fuggire e fa un piccolo museo portatile con le sue opere in miniatura. Una scatola magica da avere sempre con te, che racchiude tutto il suo genio.

E sempre in questa sala c’è Victor Brauner con le sue Carte dei Tarocchi, nell’opera Il Surrealista.

Già perché gli artisti sostituiscono il sogno alla realtà, creando il loro mondo artistico. E la carta del giocoliere simboleggia la creatività, la fantasia con cui ognuno può dipingere il suo futuro.

Proseguendo troviamo uno degli artisti più amati da Peggy, Jackson Pollock, che non dipingeva come gli altri. No, lui usava il colore direttamente sulla tela, spruzzandolo e schizzandolo a ritmo di musica. Cosa che i bambini, sicuramente almeno una volta hanno fatto!

Quando dipingo ho un’idea d’insieme di quello che voglio fare!

Con Hans Hofmann abbiamo veramente una “distesa” di colore, perché nelle sue distese in movimento è proprio lui: il colore. Dove non ci sono spazi bianchi e l’idea che tutti questi accostamenti possano essere una sorta di puzzle variopinto e composto da varie forme. E’ il colore che diventa la materia del quadro!

E se avete voglia di ballare c’è Morris Louis  con la sua opera Sarabanda, che è appunto il nome di una danza, come ci invogliano a fare tutti i colori messi qui, messi col rullo, invece che col classico pennello a comporre una specie di sipario fatto solo di pittura.

Quelle che mi incantano veramente sono le sculture leggere di Calder che abbattono il genere della scultura come lo conosciamo, per trasformarsi al nostro passaggio in quello che più ci piace, infatti l’artista, che era un ingegnere meccanico, costruisce dei piccoli gong, mobili e musicali, che si spostano in continuazione, con la gente che passa sotto.

Alla fine c’è il tempo anche per riposarci e rilassarci un po’ con le opere di Mark Rothko, guardando il Piccolo Rosso, ad esempio, puoi sentire i tuoi pensieri, nel senso che puoi metterti lì tranquillo e rilassarti un pochino. Il quadro ti aiuterà a guardare fuori di te e lasciare che i pensieri ti lascino per il momento della visione tranquillo.

Rothko ci invita alla meditazione per guardare meglio dentro di noi e ci invita a godere della calma.

E ora che siamo più sereni, concludiamo con un’opera che fa tornare tutti un po’ bambini con l’opera di Cy Twombly che ricorda l’arte preistorica con le sue forme elementari e ripetitive che non hanno significato.

E’ una sorta di lavagna un po’ scarabocchiata, che ci riporta anche alla nostra infanzia e che con gli occhi dei più piccoli ci fa vedere il grosso potenziale della libertà che l’artista ci trasmette e ci fa staccare un po’ la spina da tutto!

Secondo me ora avete un po’ di materiale per portare i più piccoli a vedere la bellissima mostra Da Kandinski a Pollock e non rimanere senza parole, ma comunque meravigliati come saranno loro da opere grandiose!

maxim
Written by maxim

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