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L’uomo Vitruviano diventa musica

L’uomo Vitruviano diventa musica


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Tempo ebbi a Empoli l’invito per una mostra: Lionardo’s senses di Alberto Marconcini, che suscitò in me molto interesse, così ho guardato un po’ in giro di cosa trattava.

Viene definita una mostra multisensoriale su Leonardo da Vinci.

Si tratta, infatti, di un percorso che coinvolgerà tutti i sensi, per riscoprire i luoghi, i sapori, le fragranze, i suoni di Vinci e rivivere il mondo, in cui crebbe uno degli indiscussi protagonisti del nostro Rinascimento.

E nella Sala dei Solidi, all’interno della Rocca dei Conti Guidi, Alberto Marconcini ha trovato ospitalità per la sua prima personale e all’interno della mostra avremo l’opportunità ascoltare, per la prima volta, la musica estratta da un suo manoscritto, l’Uomo Vitruviano, realizzato da Leonardo sul finire del XV secolo.

Leonardo artista poliedrico, scienziato, inventore, per certi versi anticipatore di tante scoperte moderne, scrittore e ora anche musicista…perché quello che dava fondamento alle sue opere era sicuramente l’armonia con l’Universo e l’amore per la natura.

Una mostra che parla a tutti i sensi: vista, olfatto, gusto, udito e tatto

Troveremo allora la sabbia calpestata da Leonardo al fresco del ruscello, nella quale affondare la mano. Il profumo delle erbe selvatiche del Montalbano. Una scodella che raccoglie caramelle e sesamo, gusto antico da riscoprire. E tutte intorno le quindici tele firmate da Marconcini.

Quindici come il giorno di nascita di Leonardo, 15 aprile 1452.

Le opere parlano del territorio, di Vinci in particolare, a cui Alberto Marconcini, come Leonardo, deve i suoi natali: intrise nelle terre del Montalbano, sporcate nel fango e strofinate dalle pietre per invecchiarle.

“Era già da diversi anni che desideravo far conoscere al mondo Leonardo Da Vinci non nella stessa forma classica che tutti manifestano bensì attraverso i sensi della sua terra nativa – spiega Marconcini – Che si vedesse ciò che lui vedeva attraverso passaggi di manoscritti e aforismi, gli odori che lui sentiva all’interno dei folti boschi del monte Albano, ciò che lui assaporava nelle memorie reminiscenziali di sua madre, toccare la sua amata terra dove tutto ebbe origine ma principalmente volevo che tutto il mondo sentisse ciò che lui scriveva, non attraverso una semplicissima narrazione ma ascoltando una melodica musica dettata direttamente da lui stesso, attraverso le sue scritture cinquecentennali”.

E la musica di Alice Ulivi e del suo pianoforte che permetterà di ascoltare il genio, dove i numeri del manoscritto diventano le note.

Sapori e suggestioni provenienti dal mondo di Leonardo, che ancora oggi fanno da sfondo alla sua bella cittadina e che sono state per lui principale fonte d’ispirazione.

La mostra sarà visibile al Museo Leonardiano, fino al 17 aprile per poi passare alla Casa natale di Leonardo, ad Anchiano, dove resterà invece fino a giugno 2017.

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maxim
Written by maxim

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