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La mia bella esperienza a Bologna con Dalì

La mia bella esperienza a Bologna con Dalì


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Ho iniziato questo anno con una bella esperienza e un qualcosa di molto legato al mio blog: la visita alla mostra di Dalì experience a Bologna.

Infatti, qualche giorno fa decisi di andare a Bologna con mio fratello, Daniele, a visitare la città e a vedere questa innovativa esposizione del grande Dalì.

Entrambi avevamo già visitato la mostra a Palazzo Blu a Pisa, ancora in corso, ma volevamo vedere cosa ci poteva offrire, anche solo come approfondimento questa Dalì Experience a Bologna, città dove ultimamente sto ritornando spesso e che ancora non conosco bene.

Sono circa 200 opere, provenienti dalla Collezione “The Dali Universe”, una delle più ricche documentazioni della storia artistica di Dalì, protagoniste di un percorso interattivo e multimediale, che invita il visitatore ad un’esperienza, che coinvolge e invita ad interagire con le opere del maestro catalano.

Al pubblico è dunque proposto un viaggio attraverso le multi-dimensioni: dalla bidimensionalità delle grafiche, alla tridimensionalità delle sculture, fino alla quarta dimensione virtuale al di là dello spazio e del tempo per immergersi nel labirinto della mente poliedrica di Dalì.

E la mostra si prolungherà poi oltre le sale di Palazzo Belloni, dove è allestita, con 4 sculture monumentali posizionate in punti strategici del centro storico.

Ma non è tutto: passeggiando per le vie della città, grazie ad una speciale App di Realtà aumentata, per iOS e Android, si potranno vedere alcuni monumenti modificati secondo lo stile del catalano: ad esempio l’orologio di Palazzo d’Accursio, visto attraverso il telefonino, apparirà liquefatto, come in un quadro di Dalì.

Vi racconterò un pochino il mio percorso per lasciarvi la curiosità e la voglia di andarci da soli e godere in pieno di questa bella esperienza.

Il tour vuole illustrare le diverse “anime” dell’artista, non solo quello pittorico: dal cinema alla moda, dal design alla pubblicità, dalla letteratura alla cucina, fino alla psicanalisi, alla fisica delle particelle e alle nuove tecnologie.

Si inizia con Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll, libro di cui Dalì sembra essere affascinato.

Come Alice che passa attraverso lo specchio per vivere un’altra realtà e trovare un mondo apparentemente strano, ma accettabile per i bambini, così il nostro artista passa attraverso i suoi sogni, per giungere al Surrealismo.

Dalì è uno dei più rappresentativi esponenti del Surrealismo, che fa uso nella sua arte della psicanalisi di Freud.

Nel 1945 Hitchcock commissionò a Dalì la realizzazione del monumentale dipinto del suo film “Io ti salverò”, con Ingrid Bergman e Gregory Peck, che offre allo spettatore occhi vitrei e bizzarri oggetti surrealisti, curiosi e ipnotici…si passa così da una saletta dove siamo osservati da mille occhi che si muovono, si aprono e si chiudono.

Avrei potuto scegliere De Chirico o Ernst,

ma nessuno era fantasioso e stravagante quanto Dalì

In Woman Aflame, combina due sue ossessioni: per il fuoco e per la figura femminile.

La bellezza di una donna è il suo mistero.

L’artista lavorò alla Venere di Milo rendendola surrealista…inserendo desideri nascosti nei cassetti.

Incontriamo diverse stampe e le illustrazioni di La Fontaine, che reinterpretano le Favole di Esopo, dove tutti i difetti e le mancanze della natura umana, per sfuggire alla censura, sono rappresentate da animali.

Concetto che più volte ricorre nelle sue opere è sicuramente quello del tempo, dove il tempo di Dalì non può sottostare all’uomo e non può sottostare a nessuna regola.

Il tempo dalìniano è infinito ed è una delle principali preoccupazioni di questo artista.

Come sosteneva anche Einstein un’ora era diversa per chi la passa piacevolmente o per chi la trascorre in maniera negativa.

Negli anni ’30 Dalì iniziò a interessarsi ad interessarsi ad arredamento di interni, dove il massimo lo raggiunse nella creazione di una stanza surrealista con un divano dalle forme sinuose che riproducevano le famose labbra dell’attrice Mae West, qui ricoperte dalla stoffa rosa shocking di Elsa Schiapparelli.

Infine incontriamo la pubblicità, perchè Dalì era attratto da tutto ciò che era commerciale.

E si racconta che un giorno, prendendo un caffè con Enrico Bernat, scarabocchiasse su un foglio quello che poi è diventata la famosissima margherita dei Chupa-Chups.

E’ una mostra interamente dedicata al maestro dell’arte surrealista, il cui fine ultimo è presentare la genialità di Dalì e insegnare al visitatore qualcosa sui metodi di lavoro dell’artista, sulla sua arte e anche una maniera inconsueta per entrare nella sua mente geniale e complessa.

L’unica differenza tra me e un pazzo è che io non sono pazzo.

Organizzata da con-fine Art e grazie alla creatività del gruppo Loop, Dalì Experience nasce per avvicinare il grande pubblico agli aspetti meno conosciuti di questo artista, dove l’aspetto curatoriale non convenzionale si fa “atto creativo” che, a partire dall’opera, restituisce ulteriori livelli di fruizione e di comprensione.

 

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maxim
Written by maxim

12 Comment responses

  1. Avatar
    Gennaio 11, 2017

    Io vengo da scuole ad indirizzo artistico e va da se che l arte è da sempre qualcosa che mi affascina e mi incuriosisce… adoro questo tipo di artisti che riescono a far diventare arte tutto quello che toccano! Le opere di Dali’ sono meravigliose,in piu l ossessione per il tempo e per il mondo dietro lo specchio di Lewis Carroll,sono cose che abbiamo in comune… ho avuto la fortuna di visitare il suo museo a Figueras e lo ricordo come fosse ieri, anche se in realta,andai con la scuola piu di 10 anni fa! Il salotto con il divano a dalle labbra rosse ,l automobile appesa in entrata… è stato veramente come essere Alice nel paese delle meraviglie! Grazie per avermi fatto fare un giro virtuale a questa mostra!

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    • Avatar
      Gennaio 11, 2017

      Anche io sono rimasta veramente affascinata dalle opere di Dalì, anche se l’ho visto spesso e in diverse versioni…ma lui ha saputo essere così poliedrico e soprattutto è diventata l’immagine stessa del suo prodotto colpendo tantissimo l’immaginario anche dei “non addetti ai lavori”! Grazie e un bacione

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  2. Avatar

    Beh io non potevo non leggere il tuo post, proprio non potevo! Ho studiato al Liceo Artistico e ho amato Dalì, tanto da andare a visitare l’esplosivo Teatro-Museo di Figueres.
    E’ un personaggio a tutto tondo, unico, che affascina anche chi si trova a vedere le sue opere per caso (leggi: mio marito per seguire me).
    Dalì lo puoi amare od odiare, ma seriamente è impossibile restargli indifferente.
    A presto,
    Claudia B.

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  3. Avatar
    Gennaio 11, 2017

    Il tuo amore per l’arte è evidente! Ne parli con fascino e rendi la lettura interessante anche per i più inesperti! Dalì è uno degli artisti che amo di più…per la sua personalità che inevitabilmente considiziona le sue opere, tanto che il mio cagnolone si chiama proprio così ? Dalì

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    • Avatar
      Gennaio 12, 2017

      Nome particolare che sicuramente riflette una tua passione 😉

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  4. Avatar
    Gennaio 11, 2017

    Bene bene bene. Abitando a Bologna mi trovo questa mostra sotto casa. Ero titubante se andarci o meno che ancora non ho preso confidenza con questo nuovo tipo di esposizioni, ma il tuo articolo mi ha convinto. Devo andarci a questo punto!

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    • Avatar
      Gennaio 12, 2017

      E’ una mostra che in qualche maniera ti fa interagire con la sua “genialità”, molte cose ti sembreranno eccessive, ma è giusto così, la mente di ognuno è talmente personale!

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  5. Avatar
    Gennaio 12, 2017

    Dopo la visita della mostra a Palazzo Blu ho rivalutato Dalì che sicuramente era un genio nella sua eccentricità.

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  6. Avatar
    Gennaio 12, 2017

    Interessante, come sempre. Non sono ancora riuscita a visitare una di queste mostre Experience, e mi ispirano molto soprattutto perché sembrano originali, non saprei cosa aspettarmi e la cosa mi incuriosisce! Spero di riuscire a vederne una prima o poi!

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  7. Avatar
    Gennaio 12, 2017

    Che bello questo tuo articolo. SI vede che l’arte ti piace e ti emoziona. Dalì è uno dei miei artisti preferiti. La mostra mi sembra decisamente interessante. La App poi è geniale. Deve essere bellissimo vedere queste trasformazioni.

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  8. Avatar
    Gennaio 16, 2017

    L’arte è il tuo campo, inevitabile non capirlo.
    Io di arte invece… niente! Ovviamente di Dalì sapevo pochissimo.
    Mi colpisce quanto fosse attratto ed ispirato da ciò che lo circondava 🙂

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