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Andiamo per mostre: Da Kandinsky a Pollock a Palazzo Strozzi

Andiamo per mostre: Da Kandinsky a Pollock a Palazzo Strozzi


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Ieri ho finalmente visitato l’attuale mostra a Palazzo Strozzi, Da Kandinsky a Pollock, La grande arte dei Guggenheim e mi ci sono volute alcune ore per vederla e ricostruire mentalmente e visivamente la ricca arte di quegli anni, per cui mi propongo di raccontarvela con calma, suddividendo la mostra in varie parti.

E’ sicuramente una grande mostra con oltre 100 opere di artisti, sia europei che americani, del periodo fra gli anni ’20 e gli anni ’60 del Novecento, che nasce dalla collaborazione fra la Fondazione di Palazzo Strozzi e la Fondazione Solomon R. Guggenheim di New York, permettendo così di confrontare le collezioni di Solomon e Peggy, grandi mecenati in campo artistico, che hanno permesso la raccolta di importanti capolavori del ‘900.

Un’occasione unica per ammirare capolavori e movimenti che hanno definito il concetto di arte moderna.

I due Guggenheim propongono la diffusione e la conoscenza delle avanguardie, che Peggy “traghetta” dall’Europa a Oltreoceano e proprio grazie a questo mescolarsi di spiriti nascerà il movimento della nuova avanguardia americana.

E a loro volta gli artisti americani, come Pollock influenzeranno l’arte europea.

Inoltre è da ricordare che proprio a Palazzo Strozzi nel febbraio del 1949 Peggy presenta la sua collezione, prima che trovi la sua definitiva collocazione a Venezia. E ben 26 capolavori sono di nuovo esposti in questa mostra.

SALA I – I GUGGENHEIM E LE LORO COLLEZIONI

Le opere qui esposte rappresentano l’origine delle due collezioni: astratta e priva di riferimenti figurativi quella di Salomon, alla ricerca delle avanguardie, quella di Peggy.

Abbiamo Giorgio De Chirico, con il suo Pomeriggio soave, dove vediamo l’artista portarci a guardare oltre la dimensione del quadro, come in molte altre sue opere, in uno spazio silente, senza rumore e fatto di oggetti. Fra cui sono raffigurati anche dei golosi Krumiri.

Alberto Giacometti è qui con la sua Donna che cammina. Ha il piede avanzato in un ideale confronto con la morte e si ispira alle statue dell’Antico Egitto, come l’appiattimento delle forme ricorda invece la stilizzazione della Grecia arcaica.

Max Ernst è rappresentato dal Bacio, dove dopo le opere ironiche del periodo dadaista, nella sua arte surrealista, passa invece alla celebrazione della sessualità. Le linee principali del dipinto sono determinate da una corda, lasciata cadere, che sottolinea l‘importanza degli effetti casuali.

Brancusi con la sua Maiastra ricorda il tema, tanto caro a lui, il volo e gli uccelli. Diceva: “ la gioia dell’anima liberata dalla materia”. E vediamo in qust’opera la materia levigatissima che si dissolve nella propria luminosità.

Nel 1917 Theo van Doesburg  fonda insieme a Mondrian il movimento De Stijl e vediamo che la purezza nei suoi lavori delle forme geometriche e astratte è esemplare di un’arte non oggettiva.

Altre opere sono quelle di Paul Klee, Ritratto di Frau P., Kandinsky, Verso l’alto e Paul Delvaux L’aurora e  Morris, Due donne davanti a uno specchio.

La mostra mette in scena un inedito confronto fra la collezione di Salomon e di sua nipote Peggy, confrontandoli quali figure fondamentali nel collezionismo dell’arte del XX secolo.

Ad un esame superficiale Salomon e Peggy sembrerebbero opposti: Salomon un uomo molto serio e classicamente impostato, Peggy più giovane, “mobile” e più curiosa. Ma l’arte li ha uniti e l’opera che troviamo in questa prima sala, Curva dominante di Kandinskyne è la conferma. Infatti acquistata da quest’ultima e poi venduto con un forte ripensamento, fu successivamente preso dallo zio.

E’ sicuramente uno de lavori più significativi dell’artista. Sembra una “giungla” piena di forme e colori.

Kandinsky amava inventare forme astratte e tutta l’opera sembra animata da numerosi esseri, è un quadro brulicante di vita. In alto a sinistra sembrano esserci degli animali marini microscopici, dalla parte opposta dei cerchi, perché l’artista vuole dare, in tutto questo caos, un appiglio per orientarsi meglio.

I colori sono molto dolci e carichi e sottolineano la bellezza della vita. Si intravede una scala che sembra condurre dalla terra al fantastico mondo delle forme e dei colori.

 

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maxim
Written by maxim

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