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Al Museo criminale medievale della tortura si celebra Leonardo

Al Museo criminale medievale della tortura si celebra Leonardo


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A San Gimignano c’è un museo molto interessante: il Museo criminale medievale della tortura.

Oggi vi voglio raccontare la storia dell’incontro di due artisti e artigiani,  Alberto Marconcini e Sandro Martelli e di cosa li ha uniti, tanto da decidere di raccontare, ognuno dal proprio punto di vista, la figura del genio del Rinascimento: Leonardo da Vinci .

Si potrebbe iniziare con c’era tanto tempo fa e sarebbe adatto…ma sarò più breve!

Alberto Marconcini e Sandro Martelli si conoscevano già da qualche anno, per passioni comuni, quando ultimamente hanno avuto modo di rivedersi.

Il primo è autore della mostra itinerante e multisensoriale Lionardo’s senses, l’altro è un abile artigiano, che è riuscito nella bottega di famiglia a ricostruire, dai disegni di Leonardo, le famose macchine da guerra.

Ritrovandosi casualmente e parlando del personaggio artistico, che li unisce, Leonardo, e degli eventi, che stanno creando, Alberto a Vinci, con Lionardo’s senses e Sandro a Firenze, con Da Vinci Experience, nasce un’idea…

E la cosa prosegue quando Alberto viene invitato a visitare il Museo criminale medievale della tortura a S. Gimignano, dove può ammirare i macchinari esposti nel museo, ma soprattutto il grande Carro Armato, di cui fa un video, che mostra con ammirazione a tutti.

Poi da cosa nasce cosa e viene a entrambi la voglia di collaborare e fare qualcosa insieme, perché la passione per Leonardo è troppo grande per essere dimezzata e allora perché no?

Perché non unire le due interpretazioni del genio in un unico posto?

Così Alberto dopo aver smontato la sua mostra a Vinci, il 23 giugno scorso, l’ha portato direttamente a S. Gimignano, dove sarà visibile fino a fine ottobre.

E qui troveremo, visitando questo affascinante luogo, un dialogo completo degli oggetti realizzati da Leonardo e la sua multisensorialità, che ci farà rivivere con completezza un tempo lontano.

Ma vi devo anche spiegare l’ambientazione, questo museo così particolare, che mi sono andata a vedere.

Il Museo della Tortura è nato nel 1983 su un’idea del padre di Sandro, Sergio, che era un restauratore di oggetti e armi antiche e di altri soci.

Questo è stato il primo museo del genere e fu pensata come una mostra itinerante, che ha girato le principali città italiane e anche le più importanti capitali europee e estere.

Nata come una collezione di appassionati e studiosi sugli oggetti della tortura, si è col tempo ampliata.

Quello che Sandro vuol far passare come messaggio è, che questa raccolta, dove forte è il senso dell’orrido, ovviamente inevitabile, vuol essere soprattutto culturale.

Numerose sono le collaborazioni con Amnesty International, in cui la visione brutale dei pezzi serve a non farci dimenticare gli orrori praticati anche recentemente, per tarpare le ali alla voglia di libertà.

Gli oggetti esposti sono anche esteticamente belli, infatti l’ideologia era quella di creare anche un oggetto bello per la tortura!

Dal 1992 la mostra si è fermata a S. Gimignano dove ha trovato il suo luogo ideale, sotto la Torre del Diavolo, in piazza del Castello.

Da allora si è sentita la necessità di continuare su altri piani e da qui l’ispirazione di ricostruire le macchine da guerra di Leonardo da Vinci, quelle che negli effetti non realizzò mai, ma che rimangono in forma di bozza, con misure abbastanza precise, ma schizzate velocemente e da rivedere successivamente.

Appunti veloci, che prendeva il genio mentre si dedicava ad altro, sono stato lo spunto da cui Sandro e la sua bottega sono partiti per ricostruire, in scala I a I e funzionanti. queste armi!

E’ un Leonardo bellico che nessuno conosce.

Sergio racconta di aver sognato il Maestro che gli ha detto: “Allora quando costruiamo le mie armi?!”.

E da qui l’unione con la parte di Leonardo, che ci stimola nella visione in ogni senso, di Alberto Marconcini.

Infatti voglio concludere con questo artista di Vinci il mio articolo.

Perché proprio lui che fin da bambino si è trovato a crescere con il mito di un personaggio, che fa parte della sua cittadina, lo ha voluto guardare da un punto di vista diverso, che mai nessuno fino ad ora aveva considerato.

E si è chiesto: come si potrebbe ricostruire Leonardo da Vinci tramite i sensi e accompagnarlo per la prima volta dalla musica con la trascrizione dell’Uomo Vitruviano?

Lionardo’s senses è la risposta!

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maxim
Written by maxim

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