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Un ortaggio molto spinoso: il carciofo

Un ortaggio molto spinoso: il carciofo


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Prosegue la collaborazione con il Casale Mancini di Vada e dopo la zucca abbiamo deciso di raccontarvi di un altro prodotto di stagione, come è il nostro carciofo.

Dico nostro, perché il carciofo è un ortaggio tipico dell’area mediterranea e l’Italia ne è il principale produttore mondiale.

Coltivato ampiamente nel passato, sin dagli albori delle civiltà occidentali, anche grazie alle molte virtù che gli erano attribuite.

VI RACCONTO UNA STORIA

La ninfa Cynara, bellissima ed affascinante, divenne, come spesso accadeva alle ninfe, la prediletta di Giove, incapace anche di fedeltà a Giunone, che, in questo caso però, non riuscì a fare breccia nel cuore della bella. Arrabbiato con lei e indispettito dalla sua indifferenza, la trasformò, per ripicca, in un carciofo, pianta spinosa e sostenuta, a ricordare per sempre il carattere non accomodante della bella ninfa.

E qui mi piacerebbe ricordarvi un artista più moderno e vicino a noi, Pablo Picasso, che in un ritratto di una sua musa ispiratrice, meglio non trovò, che metterle fra le mani, proprio un carciofo.

Non sono in grado di dirvi se questo ortaggio spinoso fosse per dare una caratteristica in più all’indole della ragazza o magari per mettere l’accento su una particolare situazione in cui si era trovato l’artista nella relazione con la stessa.

Fatto sta che in questo bel ritratto invece di una rosa con le spine, viene scelto un ortaggio che di spine è circondato.

Nei tempi antichi la storia del carciofo si intrecciava con quella del cardo selvatico ed è difficile distinguerli.

Si pensa che sia stata iniziata la sua coltivazione in Sicilia e comunque si trova la sua presenza in tutte le aree del bacino del Mediterraneo.

Per capire quanto il carciofo fosse presente nella vita e nelle abitudini alimentari di numerose civiltà fin dall’antichità, basta dare un’occhiata a un personaggio dell’antico Egitto (forse un funzionario), che tiene nella mano destra un carciofo o agli splendidi mosaici di Tunisi del III sec. d.C., dove vediamo riprodotta la pianta.

In epoca medievale le notizie sul carciofo si fanno molto scarse, ma certamente esso non scompare dagli orti e dai giardini e soprattutto dalle tavole degli europei.

Lo vediamo ad esempio nei vari motivi decorativi scolpiti in alcuni capitelli, che sorreggono le statue della cattedrale di Chartres (inizio XIII sec.).

Ma il periodo di maggiore fortuna del carciofo ha inizio con l’età moderna.

Da Napoli, esso è importato a Firenze da Filippo Strozzi e viene notato anche a Venezia. 

Dalla Toscana poi, ben presto, di diffonde in tutto il resto d’Europa.

Proprio il suo carattere di curiosità è la prerogativa, che lo vedrà protagonista tra la seconda metà del Cinquecento e la metà del Seicento, di un’improvvisa fortuna figurativa.

Il carciofo sarà allora inserito in numerosi quadri di natura morta, accanto ai fiori rari e preziosi, alle frutta ricercate e agli oggetti insoliti, o anche nei bodegones spagnoli dello stesso periodo, basti pensare a Blas de Ledesma, di cui vi inserisco la bella e preziosa raffigurazione del suo cesto ricolmo di ortaggi.

Tra le prime opere in cui si ritrova l’ortaggio è la Fruttivendola di Vincenzo Campi, dipinta nel 1580 e conservata alla Pinacoteca di Brera, come anche lo ritroviamo in La pescivendola e dello stesso periodo sono l’Estate e il Ritratto di Rodolfo II come Vetumno di Giuseppe Arcimboldo, virtuosismi artistici intorno alla natura di pittori, che in un certo senso ci riportano oltre che verso la realtà alla sua superiorità sul povero mondo degli uomini.

Forse qualcuno avrà notato che in una delle prime opere che aprono la Galleria degli Uffizi mostra proprio un carciofo, si tratta del Bacco di Caravaggio, che ci si trova ad ammirare estasiati, senza dare importanza alla natura morta davanti (in cui il maestro era fra l’altro particolarmente abile) e che proprio lì raffigura il nostro ortaggio!

Infine De Pisis lo immortala con una conchiglia, questo pittore che amava particolarmente le cose silenti, abbina probabilmente due oggetti similari, perfette e armate e vive insieme.

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Concludo con le parole di Claudio Porchia che ci racconta che il carciofo si trova un po’ ovunque: nella letteratura, grazie all’ode scritta da Pablo Neruda o alla metafora di Italo Calvino sul mondo, nella poesia come nella pittura e nell’arte.

Il carciofo è presente nel cinema (“Il fantastico mondo di Amelie”) e nelle canzoni e la sua storia accompagna quella dell’uomo, dalla mitologia ai tempi moderni, contro il cui logorio costituisce un efficace rimedio.

Parlano di lui, Caterina de Medici, che li adorava fino a farne indigestione e Vittorio Emanuele, che per primo persegue la “politica del carciofo”. La bellissima Marylin Monroe conquistò nel 1949 l’ambitissimo titolo di regina del carciofo, mentre per gli arabi è femmina e si chiama “alcachofa”, da cui prende il nome.

E’ afrodisiaco e Isabel Allende lo inserisce in un’eccitante ricetta.

Il carciofo poi si presta a un’infinità di preparazioni e può essere consumato sia crudo in insalata oppure bollito, in forno, ripieno, fritto e in umido con la carne o il pesce.

CARCIOFO DA GUSTARE

Il carciofo è un ortaggio dalle caratteristiche organolettiche stupefacenti.

Spesso si considera un contorno, ma in realtà completa rendendo unici sia antipasti, che primi e secondi.

I carciofi si sposano bene sia con la carne, che con il pesce, l’importante è scegliere sempre il prodotto fresco e stagionale.

Oggi vogliamo regalarvi un’emozione, perché il profumo, che sprigiona questo incredibile frutto della nostra terra ci riporta indietro nel tempo, a quando eravamo bambine.

La domenica ci si riuniva tutti intorno al tavolo e la nostra mamma faceva i carciofi pieni di carne macinata, quei carciofi che non mancavano mai nella carciofaia sotto casa coltivata da nostro padre.

Cuocevano lentamente nel coccio di terracotta e se alzavi il coperchio il profumo inebriante riempiva la casa.

Dal mese di novembre fino ad aprile abbiamo la possibilità di trovare i carciofi nei nostri mercati e nella cucina del Casale Mancini.

Per voi abbiamo creato due ricettine “rivisitate” e abbinata al pesce: Cuore di carciofo con rana pescatrice rivestito con prosciutto di Norcia in salsa di vongole veraci e sedano, accompagnato da un buon bicchiere  di Ansonica dell’Elba, che con la sua sapidità si sposa con i sapori del carciofo e dei frutti di mare.

Cuore di carciofo con rana pescatrice vestito con prosciutto di Norcia in salsa di vongole veraci e sedano

Ingredienti per 4 persone:

8 carciofi; 8 fette di prosciutto di Norcia;1 limone, sale e pepe quanto basta

250 g di rana pescatrice; 50 vongole veraci; 3 gambi di sedano; Olio Evo; un po’ di prezzemolo

Procedimento

Scottare i carciofi in acqua e limone per sbiancarli, in una casseruola rosolare la carota e il sedano con olio Evo, unire poi la rana pescatrice e sfumare con il vino. Aprire le vongole in una padella. Nel frattempo legare attorno al carciofo la rana pescatrice con la fetta del prosciutto e terminare la cottura in forno per 5 min. a 180°.

Altro piatto che nel nostro ristorante non manca mai sono sono Gli spaghetti di Gragnano con frutti di mare e carciofi, chiamati “Alla libecciata”. 

Questo piatto viene fatto con gli ingredienti che rimangono dell’altro piatto (quindi un po’ di vongole veraci in aggiunta a cannolicchi, che sono comunque molluschi) e si procede in questa maniera:

In una casseruola mettere un pochino di olio, aglio e peperoncino fresco, 3 carciofi a spicchi e vongole veraci cozze e cannolicchi. In una pentola calate 400 g di spaghetti di Gragnano in acqua bollente e salata e poi unite il tutto.

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Grazie al ristorante Il Casale Mancini di Vada per aver arricchito così bene la scelta di un alimento così particolare e direi pittoresco e per le sue gustose ricette che vi invito a sperimentare o provare, se ne avete la possibilità, direttamente presso questa bellissima struttura!

 

 

 

maxim
Written by maxim

8 Comment responses

  1. Avatar
    dicembre 14, 2016

    Molto interessante la tua disamina sul carciofo nell’arte

    Reply

  2. Avatar
    dicembre 14, 2016

    adoro i carciofi, bello il tuo punto di vista nell’arte

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  3. Avatar
    dicembre 14, 2016

    che belle questo articolo. Sono un’amante dei carciofi ma non sapevo tutte le storie e le leggende. LA mia preferita quella della ninfa. Ci sta che il carciofo rispecchi una bella donna dal carattere poco accomodante 😉

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  4. Avatar
    dicembre 14, 2016

    Ma che articolo interessante e quante belle storie legate al carciofo. Quella che mi ha affascinato di più è quella della ninfa. Io adoro i carciofi ma li cucino raramente perché a mio marito non piacciono…vedrò in cosa trasformarlo ?

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  5. Avatar
    dicembre 16, 2016

    Quante storie dietro a un unico ortaggio! C’è da dire che tutte quelle spine racchiudono un cuore tenero e buonissimo…è una bella metafora!
    I piatti presentati sembrano stratosferici!

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  6. Avatar
    dicembre 16, 2016

    Quante cose sai sul carciofo? Hai fatto un quadro approfondito a 360 gradi della sua storia artistica,culturale, storica e culinaria.
    Complimenti! Interessante 🙂

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  7. Avatar
    dicembre 17, 2016

    Non amo molto il carciofo come cibo da mangiare, ma è interessante conoscere come è stato rappresentato a livello artistico!

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  8. Avatar
    dicembre 18, 2016

    Il carciofo mi piace moltissimo, lo utilizzo spesso in cucina per preparare ricette sane e gustose.
    Interessante l’articolo che hai scritto in merito a questo ortaggio.

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