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Paola Moschini ci racconta Lucca e dintorni

Paola Moschini ci racconta Lucca e dintorni

Prima del fantastico Swap Party di Sandra Bacci al Renaissance Tuscany Ciocco Resort & Spaho pensato, che sarebbe stato carino parlare di questi territori di Lucca e la sua provincia.

Un po’ li ho raccontati in un mio articolo, ma mi piaceva, che una persona esperta nel settore e nel territorio più di me, ci indicasse alcune dritte sul territorio lucchese e sulla Garfagnana e ho pensato a Paola Moschini, accompagnatrice e guida turistica, che vive a Lucca e che ho conosciuto al corso Blogging Experience di Silvia Ceriegi.

 

Ecco le sue parole:

Lucca e la sua provincia sono una delle più estese della Toscana e anche una delle più variegate a livello paesaggistico.

La città, centro nevralgico, è un piccolo gioiello incastonato dalle mura rinascimentali e al suo interno conserva chiese, torri, palazzi, piazze e strette stradine medievali, dove è facile perdersi, ma è altrettanto consigliato andare, per scoprirne gli angoli più suggestivi.

Appena usciti dalle mura, le colline sono le protagoniste con le vigne e gli ulivi, punteggiate da piccoli paesi, ma soprattutto dalle innumerevoli ville nobiliari, che l’aristocrazia lucchese ha edificato, a partire dal ‘500.

Sicuramente avete sentito nominare anche le altre suddivisioni geografiche di questa provincia: la Versilia in primis per gli amanti del mare e della movida notturna e la Garfagnana per la montagna e tanto buon cibo.

C’è un distretto che spesso viene generalizzato e considerato già Garfagnana soprattutto dai cittadini lucchesi (fate attenzione perché qualcuno si potrebbe offendere!).

Ma fin da quando sono piccola mi è sempre stato detto “eh no, la Garfagnana inizia da Gallicano in su!”, tanto per essere precisi e stabilire un confine.. si sa in Toscana il campanilismo e il senso di appartenenza sono sentimenti forti!

Sto parlando della Mediavalle, quella terra di mezzo che si estende sempre lungo il fiume Serchio e ha alcuni importanti centri storici come Borgo a Mozzano, Pescaglia, Fabbriche di Vallico, Bagni di Lucca, Coreglia Antelminelli e infine Barga.

 

Visto che Ilaria si recherà in queste zone per un originalissimo Swap Party, ho pensato di inviarle una piccola lista di cose da vedere e che potrà far comodo anche ai suoi lettori nel caso si recassero in queste zone:

Il Ponte del Diavolo, a Borgo a Mozzano, sarà lì a darvi il benvenuto nella valle. La sua caratteristica struttura a dorso d’asino vi sorprenderà ed è una perfetta cornice per le montagne sullo sfondo.

A Vetriano lo sapete che c’è il Teatrino più piccolo del mondo? E che qui accanto, si trova Colognora, un paese dove sembra che il tempo si sia fermato e che infatti è stato scelto dal regista americano Spike Lee per il film Miracolo a Sant’Anna?

Il museo del Castagno inoltre vi tramanderà l’importanza che questo albero ha avuto per queste zone,  soprattutto durante la guerra.

Se siete appassionati di arte romanica allora fermatevi ad ammirare la Pieve di Santa Maria Assunta a Diecimo. Quando torno verso casa dei miei genitori il suo campanile possente è ormai un punto di riferimento. E’ una delle chiese più antiche, documentata già nel X secolo, ha un bellissimo architrave in facciata con un tralcio di vite abitato da alcune figure umane e animali: una rappresentazione della selva peccaminosa in cui gli uomini si possono perdere! E mi raccomando andate a cercare l’immagine di Re Pipino!

Bagni di Lucca è un comune così esteso, che meriterebbe un post a parte, forse perché è anche il mio luogo di nascita e dove ho vissuto gran parte della mia vita. Mi ha sempre trasmesso quel senso di un grande passato fastoso,  con il Casinò dove si trovava la prima roulette d’Europa…di quel “gran tempo che fu” e che adesso sia rimasto lì assopito e talvolta decadente. La “Terra dei Principi e dei Poeti” che sono passati di qui fra ‘800 e ‘900 per godere dei benefici delle acque termali: Byron, Shelley, Montaigne, Montesquieu, Puccini e Toscanini…

Barga, sicuramente vi lascerà a bocca aperta. E’ il tipico borgo toscano racchiuso da mura in cima a una collina, con le stradine lastricate in pietra, che salgono su e su offrendo degli angoli così pittoreschi, dicono i miei turisti inglesi, fino ad arrivare alla sommità dove svetta il Duomo di San Cristoforo e lì ancora lo spettacolo continua grazie alle Alpi Apuane con i loro picchi irti e rocciosi. All’interno della chiesa, il pulpito del XII secolo catturerà subito il vostro sguardo per la ricchezza e la bellezza dei rilievi: i leoni stilofori e il nano in basso mentre in alto l’Annunciazione, la Nascita di Cristo e L’arrivo dei Magi, rappresentati come le tre età dell’uomo. E mi raccomando: non venite via senza aver messo le dita nello Scacciaguai!

Queste alcuni suggerimenti per visitare la Valle del Bello e del Buono, così definita da Giovanni Pascoli che qui trascorse i suoi ultimi anni di vita…questa volta abbiamo affrontato il bello…al prossimo post per il Buono!

Per info: PAOLA MOSCHINI www.paolamoschini.com

Grazie Paola per le tue parole che ci hanno fatto un po’ sognare e ci accompagneranno sicuramente utili per poter visitare le tue terre…se questo è il bello, allora aspettiamo con ansia il “Buono”!

maxim
Written by maxim

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