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Il cibo nell’arte

Il cibo nell’arte

Oggi è la Giornata nazionale del cibo nell’arte e insieme a Camilla Assandri, amica e blogger, abbiamo deciso di raccontarvi questo aspetto, che ci unisce di tangenza, parlando dai nostri punti di vista (artistico e culinario), di Iacopo da Empoli, che col cibo ha fatto veri e propri capolavori.

Come sapete per me l’arte non è solo entrare in un museo e farsi una carrellata di capolavori.

Il nostro senso artistico può essere stimolato da varie situazioni.

Visitando un posto nuovo, “assaporando” un quadro che ci toglie il fiato, scoprirendo la sfumatura di un colore nuovo in un dipinto. Usare il nostro senso estetico anche verso noi stessi. Sentire un profumo e riconoscere un’antica città medievale. Gustare un piatto che è stato fatto da un artista di cuoco o ascoltare una musica, che fa venire i brividi.

Se è vero che bisognerebbe mangiare per vivere e non vivere per mangiare, è anche vero che nella storia dell’uomo il cibo ha trovato un ruolo che va ben oltre il puro sostentamento.

Il cibo fa un lungo giro: dalla sopravvivenza del nostro primo attacco di fame all’elaborazione che ne facciamo nelle varie cucine, dove le ricette si mescolano a mille altre esperienze: le ricette di famiglia, i viaggi, il suggerimento di un’amica, alla specialità che solo noi sappiamo fare…

Inevitabile che l’arte non sia rimasta toccato da questa materia così malleabile e poliedrica.

Il binomio arte-cibo trova, in qualche maniera, la sua corrispondenza: cucinare, ad esempio, è un’arte e alcuni cibi e bevande possono avere il potere di suscitare quelle stesse emozioni, che nascono dalla creazione artistica.

Vi è un aneddoto, dell’antichità, dove si racconta, che un certo pittore Zeusi avesse dipinto l’uva talmente perfetta, che perfino gli uccelli si sbagliavano ed andavano a beccarne i frutti.

Probabilmente gli antichi tramandavano questo modo di dire, per spiegare che l’uva riprodotta fosse fatta in maniera veramente realistica.

Così era per il nostro Jacopo da Empoli!

Artista delle mie zone del Valdarno, che ha lavorato e vissuto nel corso del 1500.

Pittore della Controriforma, se inizialmente è conosciuto per la sua pittura di grandi e importanti opere sacre, grandi Pale d’Altare, che decorano importanti chiese del circondario, alla fine della sua vita, si dedicò, sia per la sua anzianità, sia per sua passione alla natura morta e ad opere più piccole, di carattere più profano.

Amava sì riprodurre il reale, ma si tramanda anche una curiosità: era molto goloso!

Infatti, come si racconta in alcuni aneddoti, mangiava tutto prima di dipingerlo, non mancando comunque di una riproduzione realistica strabiliante.

La disposizione dei prodotti della terra e della cucina ci offre un mondo colorato di prodotti tipici che si trovano nei mercati del tempo: polli, salsicce, carni, recipienti, frutta, verdura, formaggi….

Raffigurava spesso dispense o cantine, dove disponeva ordinatamente ogni sorta di prelibatezza.

Gli asparagi che ritroviamo nel quadro di Iacopo da Empoli e nella ricetta della nostra Camilla nella Cascata dei Sapori?

Probabilmente nacquero in quello che forse che è considerato Il Giardino dell’Eden, fra il Tigri e l’Eufrate, passando poi dall’Egitto e in Grecia, arrivarono ai romani, che li portarono in tutti i loro territori.

Già Pellegrino Artusi li lodava per la loro bontà e il loro utilizzo in varie preparazioni, ma sopratutto per le loro capacità diuretiche e digestive.

Un frutto prezioso della terra, che la nostra amica ha reinterpretato in questa unione di arte e cibo:

La ricetta è la Crema di Asparagi alla Jacopo Chimenti.

Questo nostro lavoro è per la Giornata Nazionale del Cibo nell’Arte!

maxim
Written by maxim

4 Comment responses

  1. Avatar
    maggio 29, 2017

    Bellissima collaborazione ❤️! Sapete che vi stimo entrambe e questi post complementari mi piacciono un sacco! Brave!!!
    Lucia

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  2. Avatar
    maggio 29, 2017

    Non so che dire! Ilaria sei bravissima come sempre, è stato davvero bello collaborare insieme a te in questa giornata dedicata al cibo e all’arte 🙂 un bacione.

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  3. Avatar
    maggio 29, 2017

    Ciao
    Io da anni sostengo che bisogna mangiare prima con gli occhi ( creare quindi piatti coreografici) e poi con la bocca( creare piatti con amore e gustosi). Percui mi trovi pienamente d’ accordo: il cibo e l’arte si coniugano perfettamente. Brava bel post

    Un bacione
    La Fra

    http://www.dreamswithlafra.com

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  4. Avatar
    maggio 30, 2017

    Bellissima questa unione tra il cibo e l’arte. Veramente una bella idea che spero possiate portare avanti nel tempo. Complimenti Ilaria e Camilla 🙂

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