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Maria Luisa Roncarolo e Paolo Merlini ci raccontano i loro stili di viaggio

Maria Luisa Roncarolo e Paolo Merlini ci raccontano i loro stili di viaggio

Vi vorrei presentare in questo articolo una doppia intervista, un A tu per voi molto “familiare”:

Maria Luisa, dal 2000 gestisce un portale turistico per le vacanze sulla costa adriatica tra Marche e Abruzzo (Mareadriatico.com), dal 2014 racconta i viaggi della sua famiglia sul blog Italiaconibimbi.it.
Paolo, grande appassionato di narrativa di viaggio, scrive libri e guide, parla alla radio e viaggia con i mezzi pubblici.

D- Ciao Maria Luisa e ciao Paolo, nel vostro blog Italiaconibimbi, fate un viaggio tutto intorno alla nostra Penisola: vi ci è voluto molto tempo per costruire il blog e aggiornarlo con nuove mete da raccontare?
R- Il blog raccoglie le esperienze di viaggi fatti con i nostri figli negli ultimi due anni, abbiamo iniziato senza avere nessuna nozione tecnica ma, studiando molto e facendo rete, siamo riusciti a migliorare e ottenere delle piccole soddisfazioni da questa passione.

D- Mediamente noi italiani siamo più “esterofili”: pensiamo spesso alle vacanze come ad una possibilità per conoscere cose fuori dal nostro paese. Cosa suggerite a queste persone?
R- I nostri racconti parlano sempre di quel magnifico altrove che sta spesso dietro l’angolo di casa. Con la scusa di accompagnare i bambini al parco o al museo di turno, lentamente si può scoprire un’Italia diversa, forse anche migliore di quello che ci aspettiamo noi italiani, sempre critici verso il nostro bel paese.
Il viaggio lento, magari con i mezzi pubblici, è la maniera perfetta per addentrarsi in quest’altra Italia.

D- Da chi è partita l’idea di questo blog?
R- L’idea è venuta a Maria Luisa, ma lo spunto nasce dai libri di viaggio di Paolo che, quasi per caso, aveva iniziato prima a pubblicare in rete i racconti dei suoi viaggi con i mezzi pubblici.

D- Maria Luisa i capitoli dedicati alle ricette per i bambini e le riflessioni di una mamma, sono nate e cresciute con la tua esperienza “diretta sul campo”, o avevi già prima idea di scrivere cose su questi argomenti?
R- Non ne avevo davvero idea, è stato naturale riempire lo spazio del blog raccontando anche altro della mia vita oltre ai viaggi. Le ricette che preparavo con i miei figli o quelle delle mie amiche, i libri e le guide che leggevo, i fatti che accadevano. In particolare lo spazio “riflessioni di una mamma” è nato quando ho sentito l’esigenza di condividere con i nostri lettori l’esperienza con la malattia.

D- E c’è una parte anche riservata alle collaborazioni dove poter inserire le nostre esperienze di viaggio. Avete molti collaboratori?
R- In realtà no, perché ci siamo resi conto che tanti hanno difficoltà a raccontarsi e da qui è nata l’idea del gruppo “Italia con i bimbi: idee per viaggiare con la famiglia” che risulta più immediato e semplice per chi non è avvezzo a scrivere.

D- Avete due bellissimi bambini. In cosa è cambiato il vostro modo di viaggiare da 1 a 2?
R- Il grosso cambiamento nel viaggio, come nella vita, avviene con il primo figlio. All’inizio è tutto complicato, ma poi si impara a seguire i tempi e i bisogni dei bambini, che sia uno o due o più secondo noi non fa molta differenza.

D- E’ difficile lavorare insieme?

R- No, non lo è perché scriviamo separatamente e abbiamo i nostri spazi. Ognuno partecipa alla sua maniera alla progettazione del viaggio.

D- Avete idee comuni o ognuno cura una parte specifica?
R- Ognuno cura una parte specifica, spesso decidiamo al ritorno come dividerci il lavoro.

D- Penso che il vostro blog non sia legato sia solo per i più piccoli, ma dia degli spunti anche per i grandi, che possono guardare magari a realtà vicino a loro mai prese in considerazione e condividere con gli occhi dei bambini, che sono una grande ricchezza. Una meta che ha colpito ciascuno di voi. Una meta che avete visto insieme. Una meta con i vostri bambini. Cosa volete trasmettere ai vostri bambini nel vedere il mondo?
R- Una meta che ricordiamo entrambi con piacere è Trieste, dove siamo stati abbagliati da Piazza Unità d’Italia, dal Castello di Miramare e il tram di Opicina con la passeggiata Napoleonica… senza dimenticare i sapori del Carso gustati nelle Osmize (osterie contadine temporanee). I bambini, invece, sono rimasti colpiti dall’Immaginario Scientifico, dove la scienza diventa gioco.
Quello che vogliamo insegnare ai nostri figli è che non si va mai troppo piano per gustare a pieno il viaggio.

D- Cosa vi piacerebbe fare d’estate?
R- Per quest’estate stiamo progettando un lungo viaggio tutto italiano, non possiamo dire di più. Stay tuned!

D- Paolo in rete è conosciuto come l’”esperto di vie traverse” e racconta questo suo originale modo di viaggiare nei suoi libri. Cosa è per te viaggiare diversamente? E’, dal mio punto di vista, sicuramente più faticoso viaggiare in bicicletta, pullman, treno e con i figli sicuramente più complesso. Ma provandoci cosa possiamo scoprire in questi viaggi più lenti?
R- Per me viaggiare diversamente è faticoso, ma molto più appagante, perché seduto accanto al finestrino di un autobus o di un treno regionale, si riesce a vedere un’altra Italia, che neanche immagini, quando sfrecci a 130 all’ora in autostrada, chiuso nella tua automobile.

D- Collabori con una radio con un programma Gastroculturale, quanto è importante per te il cibo per conoscere nuove realtà? Chi cucina a casa?
R-  Il cibo è cultura, quindi se sei nelle Langhe certo non cercherai la pasta alla Norma, così come ad Amatrice, non ordinerai mai orecchiette alle cime di rapa. Detto questo i viaggiatori lenti spesso sono ospitati a cena da ristoratori virtuosi, che ci tengono a raccontare il territorio, appena attraversato con un piatto della tradizione.
A casa cuciniamo entrambi, ma siamo molto attenti all’alimentazione, quindi andiamo alla ricerca di prodotti biologici e cibi genuini.

D- Quale viaggio ti senti di consigliare sicuramente a chi si vuole approcciare ad una maniera più slow di vedere le cose?
R- Un viaggio in Abruzzo, la regione dai mille viaggi possibili.

D- So che a breve uscirà un tuo nuovo libro, forse anzi quando pubblicherò questa intervista, sarà già pubblicato: Città nascoste. Ci vuoi raccontare qualche curiosità? E’ su Taranto, Trieste, Livorno: cosa lega queste città? Quale città sei?
R- E’ un libro nato un po’ per caso da tre reportage narrativi, scritti a quattro mani con il mio sodale Maurizio Silvestri. Tanti sono gli elementi che uniscono queste tre “città mondo”, tre porti di mare dal glorioso passato industriale, o commerciale, che si trovano ad affrontare una profonda crisi.
A Livorno siamo andati per assaggiare il miglior cacciucco e il “5e5” (non chiamatelo mai torta di ceci), a Taranto abbiamo scoperto tracce ancora vive della “molle Traentum” [frutti di mare] e a Trieste ci siamo lasciati trasportare dai suoi venti nei caffè storici.

Io mi sento più vicino a Trieste perché sono un po’ levantino.

D- E alla fine chiedo a entrambi di darmi un posto da visitare, un luogo dove mangiare bene e un posto dove dormire a poco, ma carino, se qualcuno visita le vostre zone.
R- Un posto da visitare è Piazza del Popolo ad Ascoli Piceno, la città di travertino con i suoi palazzi nobiliari e lo storico Caffè Meletti. Per mangiare bene due posti imperdibili a San Benedetto del Tronto sono il Chiosco da Maria sul mare e l’Antico Caffè Soriano in centro. Per dormire a prezzo contenuto in atmosfera familiare il Peti Hotel sul lungomare.

maxim
Written by maxim

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