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Lionardo’s senses: Alberto Marconcini

Lionardo’s senses: Alberto Marconcini


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Vi ho già parlato della mostra Lionardo’s senses a Vinci, ma ancora non ero andata a visitarla, ma sopratutto non avevo ancora avuto la possibilità di conoscere Alberto Marconcini e poter comprendere meglio la sua sensibilità artistica.

Vi piacciono le storie? Perché ieri ho fatto tutto questo e ve lo voglio raccontare.

Inizio dalla MOSTRA pensata da Alberto Marconcini per far rivivere tutta la magica atmosfera, che si respirava nel XV secolo ai tempi in cui Leonardo da Vinci era solo un ragazzino, dove poter toccare la terra del genio, sentirne gli odori, i sapori, i suoni e le visioni.

Infatti si arriva così:

Siete pronti per il salto temporale? Benvenuti nel XV secolo!

E il titolo è Lionardo e non Leonardo, perché questo era il vero nome di battesimo che gli dette il nonno.

E’ una mostra multisensoriale…

15 opere (omaggio al giorno di nascita di Leonardo), accompagnate da aforismi, dettati dal Maestro; una fragranza selvatica, composta di piante, frutti ed erbe delle sue terre; delle piccole prelibatezze dolciarie da assaporare, a base di miele e sesamo, a ricordare le origini materne; la sabbia del ruscello, dove Leonardo andava a frescheggiare e poi la musica  ideata da Alberto e composta da Alice Ulivi, attraverso una corrispondenza fra numeri e note, tratta dal più famoso manoscritto di Leonardo: L’uomo Vitruviano.

LA MACELLERIA

Subito dopo ho avuto la fortuna opportunità di visitare il suo studio, che si trova poco prima di salire nel centro di Vinci e che lui chiama La Macelleria, perché questo era l’uso che veniva adibito all’ambiente, prima che Alberto Marconcini lo trasformasse nel suo creativo Studiolab.

E mi ci è voluta una notte di riflessione per riassumervi questo speciale personaggio.

Un’artista che non si definisce tale e che di sé dice di non cercare la sua arte in mostre o gallerie, in cataloghi o in famose  recensioni…perché l’arte di Don Kam è “artra cosa” (altra cosa), impossibile da incasellare o definire, ma solo da vivere.

UN’ARTE CHE DA’ EMOZIONI

Conosciuto come Don Kam, per un soprannome datogli da ragazzino e poi rielaborato e accostato al suo amore per le moto, quello che vuole trasmettere con la sua arte è un passo indietro, sia temporale, che un’inversione di marcia a livello sensoriale, rispetto alla nostra epoca così digitalizzata.

E’ un necessario ritorno al reale con cose da vedere, da toccare, annusare e sentire.

UN VERO ARTISTA NON DEVE SAPER DISEGNARE, CANTARE, DIPINGERE, RECITARE, BALLARE, MODELLARE, INTAGLIARE…UN VERO ARTISTA DEVE SAPER PROVOCARE EMOZIONI. IO NON POTRO’ MAI SAPERE SE SONO UN VERO ARTISTA. QUESTO LO SAPRETE SOLTANTO VOI!

Parlandoci insieme mi rendo effettivamente conto di quanto possa essere difficile ritrarre questo personaggio.

Poliedrico, dalle mille idee e interessi, questo è Alberto.

Fin da piccolo ha vissuto nell’aria l’artisticità, di suo padre appassionato alla lavorazione della creta, nell‘amore per l’interior design, che lo vede creare mobili per interni particolari e unici, nel cinema (ha alle spalle molte parti e realizzazioni di cortometraggi), a teatro (fra i protagonisti del “Teatro dell’Universo di Leonardo” nato da un progetto di Alessandro Vezzosi), alla scrittura (che lo fa alzare alle tre di notte per comporre racconti), alla scenografia, all’arredamento, alle sue opere, di cui alcune visibili anche a Vinci, fino alle mostre in Italia e collaborazioni con Amboise e credo anche molto altro.

QUANDO LO SPIRITO NON COLLABORA CON LE MANI, NON C’E’ ARTE.

Lo definirei un artista MATERICO.

Perché nelle sue opere Alberto usa molteplici cose, mischia vino, terra, olio delle sue terre, usa il suo corpo, invecchia i suoi lavori, li mischia nel fango per renderli vissuti, ci mette l’anima e parte del suo DNA, finché per lui quei lavori non sono completi e lo soddisfano.

Mi viene in mente un aggettivo che lui ha usato per definirsi: GOTICO.

E mi spiega che la sua arte è così, cerca sempre di andare nel profondo delle cose e questa definizione bene si accorda anche con l’oscura musica, che suona e ascolta.

La sua è una OUTLAWART: un’arte fuorilegge, come la definisce lui stesso, per spiegarmi che non riesce a classificarsi in nessuna corrente artistica e non vuole incasellare le sue opere.

UN’ARTE ISTINTIVA come quella dei bambini e degli uomini primitivi, direi io, proprio per la spontaneità con cui nasce il tutto.

Tutto quello che fa è un po’ ALCHEMICO, perché è come se la materia, come tutti la conosciamo, prendesse nuova vita e nuova forma dalle sue lavorazioni.

GLI ARTISTI PREDILETTI?

Sicuramente quelli che hanno osato, sperimentato e rotto con le regole: come Leonardo da Vinci (a cui questa mostra è dedicata e che Alberto ha respirato fin da bambino), Andy Warhol e Bansky, ad esempio.

Un’ultima parola lo distingue: PERSONALIZZAZIONE, perché ogni cosa che passa dalle sue mani ne esce nuova e arricchita dal suo tocco.

Vi consiglio allora di visitare la sua mostra, Lionardo’s senses e se mossi dalla curiosità volete dare un’occhiata più approfondita alla sua arte, avete due possibilità: o guardare il suo sito www.davinciart.it o visitare il suo studio su appuntamento e magari trovare l’ispirazione per un mobile o un pezzo d’arredo, che renderà unica la vostra casa.

La mostra sarà visibile a Vinci, al bellissimo Museo Leonardiano, precisamente alla Rocca dei Conti Guidi  fino al 17 aprile, per poi trasferirsi nella Casa natale di Leonardo ad Anchiano, dove resterà aperta fino a giugno 2017 per poi, forse, proseguire il suo percorso in altri luoghi toccati dal genio leonardesco.

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ilaria
Written by ilaria

5 Comment responses

  1. Avatar
    marzo 06, 2017

    Che dire: sei IMMENSA!

    Reply

  2. Avatar
    marzo 06, 2017

    Bellissimo ed interessante articolo, è sempre bello leggerti e scoprire un mondo che poco conosco. 🙂

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  3. Avatar
    marzo 06, 2017

    Ciao Ilaria, siamo sulla stessa lunghezza : noi domenica andremo al Museo Leonardiano di Vinci per un laboratorio per famiglie. Sempre di Lionardo parleremo 😉 un abbraccio.

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    • Avatar
      marzo 08, 2017

      Stella ci ritroveremo ancora…perché io riparlerò di Leonardo, Matilda va in gita proprio lì e volevo approfondire!

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