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Chi era Peggy Guggenheim?

Chi era Peggy Guggenheim?

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C’era una volta una signora newyorkese fuori dal comune, quella che oggi possiamo definire col termine di outsider, instancabile collezionista d’arte, che si chiamava Marguerite Guggenheim, nipote di Solomon Robert Guggenheim e conosciuta come Peggy Guggenheim.

Giocò di anticipo nel mondo dell’arte, grazie sicuramente alla passione ereditata dallo zio.

Fu collezionista e mecenate, ma anche mercante e gallerista. Non si preoccupò di mescolare sacro e profano, uomini e opere, vita e lavoro, arte e denaro.

Riuscì a immaginare un museo in forma di casa e una casa in forma di museo avvicinando i molti alla presunta arte dei pochi.

Marguerite, era chiamata con  il vezzeggiativo Peggy e suo fu il merito di mettere insieme una notevole collezione in Europa e in America in pochissimo tempo, a cavallo tra la fine degli anni ‘30 e la fine degli anni ‘40.

Poi decise che Venezia sarebbe stata la città, dove avrebbe vissuto per il resto della sua vita e dove fondò il museo d’arte del ventesimo secolo più rinomato al mondo, che porta tuttora il suo nome.

La vita di Peggy Guggenheim è più di un romanzo. Il più completo lo ha scritto lei stessa: l’autobiografia “Out of This Century” integrata una decina di anni dopo, e più vicino a noi edito da Rizzoli è uscito “Una vita per l’arte”, certamente meno piccante e scandaloso rispetto alla prima versione, ma forse più globale.

Visse d’arte e di amori. Molti e molto famosi. Max Ernst, Yves Yanguy, Samuel Beckett, Marcel Duchamp (soprattutto suo grande amico e mentore). Con Mondrian ci fu un leggero flirtare. Calder le disegnò la testiera del letto e Brancusi fra le lacrime le consegnò la sua scultura più amata a pochi giorni dall’entrata dei nazisti a Parigi. 

Meglio che parlino male di me piuttosto che mi ignorino

Aveva come guide Marcel Duchamp e Piet Mondrian, a cui deve molte illuminazioni sui nuovi percorsi artistici.

Peggy Guggenheim aveva una fede incrollabile, tradotta in un impegno preciso: far conoscere ed amare l’arte contemporanea.

Sicuramente possiamo immaginarla a parlare a tu per tu con Kandinsky, Brancusi o Picasso o la familiarità quotidiana con i più bei nomi dell’arte del ‘900.

Visitando la mostra a Palazzo Strozzi, Da Kandinsky a Pollok. La grande arte dei Guggenheim, potremo avere la sensazione di rivedere tutta la sua vita nella sua grande passione per l’arte, gli uomini e gli amori, che l’hanno circondata e che in qualche maniera regala a noi con le sue opere.

 

maxim
Written by maxim

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